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STORIA DEL PALIO: BRENTO

News inserita il 17-12-2020 - Palio - Rubrica Storia del Palio

E’scomparso a 23 anni il barbero vittorioso per il Leocorno nel 2007

Ad una settimana dal Natale, come un fulmine a ciel sereno, nella Siena paliesca, è giunta la notizia della scomparsa, all’età di 23 anni, di Brento, cavallo che, pur non avendo ottenuto i risultati dei più grossi miti della Piazza, un posto nel cuore dei senesi se lo è conquistato tutto, in quanto cavallo che, dopo mille peripezie, si è dimostrato più forte della sfortuna che lo ha attanagliato sin dal momento dell’esordio. Dopo una prima apparizione per le batterie del luglio 2002, Brento fu scelto dai capitani del successivo agosto, toccò in sorte alla Selva e fu montato da un fantino esordiente, Antonio Villella detto Sagibarre. Fu quello un Palio pazzo, caratterizzato da un nubifragio che costrinse a posticipare la tratta al 14, da un lotto di cavalli composto per lo più da esordienti e sconosciuti, e da una mossa thrilling, nella quale tra agitazione, ferri che volavano e calci di cavalli irrequieti, a farne le spese fu proprio Brento che dovette rinviare il suo debutto. Ma se il Villella si rifece al volo, nel luglio 2003, per Brento non era  ancora giunto il momento del riscatto: con il Bufera nella Tartuca, infatti, fu lasciato inopinatamente girato al canape dal non indimenticato mossiere Capozzella. Una vera e propria disdetta, anche perché nel corso delle sei prove l’accoppiata di Castelvecchio era quasi sempre uscita per prima dai canapi ed avrebbe potuto recitare un ruolo di primo piano in quella carriera. Brento e Sgaibarre si ritrovarono ad agosto 2003 nel Leocorno, ma il Palio, probabilmente studiato per controllare la Civetta, che con Zodiach faceva paura, si interruppe con una caduta al secondo San Martino. Nel luglio 2004, con Gingillo nella Torre, Brento era considerato uno dei grandi favoriti, vista anche la fame di vittoria della contrada di Salicotto, ma alla resa dei conti, la Torre fu solo spettatrice del duello tra Bruco e Giraffa,  alla fine vittoriosa con Donosu Tou scosso. Ormai divenuto un big della Piazza, seppur senza vittorie, nel luglio 2005 Brento fu accolto con grande entusiasmo nel Nicchio, ma anche in questo caso San Martino gli fu fatale. Partito in seconda posizione dietro gli “imbattibili” Berio e Trecciolino nel Bruco Brento, proprio nel momento in cui stava concretizzando il sorpasso decisivo all’esterno, cadde rovinosamente al secondo San Martino, forse per un errore di gioventù del Tittia o forse per una furbata del vecchio marpione Bruschelli che indusse il giovane allievo all’errore. E siccome, come si suol dire, la fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo, ad agosto, la sua grande partenza nella Lupa con il Pesse, fu vanificata, al primo San Martino, da una traiettoria inconcepibile, sicuramente frutto di un errore umano. Scartato ad entrambe le tratte del 2006, Brento fu ripresentato nel luglio 2007. Assieme al Dè, nella Chiocciola, risultavano l’accoppiata da battere, ma i sogni di vittoria di San Marco durarono il tempo di un pomeriggio, e la rovinosa caduta al canape per la prima prova, costò al nostro Brento una serie di punti nella gamba ed alla Chiocciola la possibilità di correrre il Palio. La storia di Brento, così come nelle favole, non poteva però non avere un lieto fine e, alla sua ultima apparizione sul tufo, nell’agosto 2007, fu vittoria. Il Leocorno, contrariamente a tutte le aspettative, lo affidò al proprio fantino di contrada, il debuttante Jonatan Bartoletti, ribattezzato Scompiglio. Il tanto atteso momento per Brento era arrivato, ed il San Martino che molte altre volte gli era stato amico, stavolta risultò favorevolmente decisivo; Scompiglio con una manovra magistrale riuscì a prendere una traiettoria bassa, così da infilare quattro contrade, per involarsi, senza ulteriori problemi, verso il bandierino. Il giusto epilogo per la carriera del barbero più forte della sfortuna.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

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