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STORIA DEL PALIO: BAINO

News inserita il 29-10-2020 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Antonio Giorgi, il fantino umile

La carriera di fantino di Piazza di Antonio Giorgi detto Baino è lunga solo 5 anni durante i quali ha vissuto i dolori delle sconfitte e delle cadute rovinose, ma ha anche provato la gioia di tagliare per primo il bandierino, nell’agosto 1970 per i colori della  Selva. Baino, che già aveva disputato una prova nella Pantera nel 1959, debuttò con il giubbetto del Bruco nel luglio 1967, sull’esperta grigia Gabria e, per un giro intero, fu protagonista di una bella corsa, tallonando da vicino Rondone e Selvaggia nell’Aquila. Ma, al Casato, la malizia di Rondone prevalse sull’esuberanza e sull’inesperienza del Giorgi che terminò la carriera del debutto sul tufo. Nel settembre successivo, Baino indossò nuovamente i colori del Bruco su Fulgida, che altri non era che la modesta Archetta II, già vista l’anno precedente per Pantera e Tartuca, ed anche in questa occasione, il primo Casato fu fatale per il trentaduenne fantino natio di Cinigiano. Nel 1968 iniziò per Baino il rapporto con la Selva, per la quale corse subito una discreta carriera di luglio, ancora su Fulgida, mentre ad agosto, montando Leda, finì la sua corsa al primo San Martino. Anche le tre successive carriere, nella Lupa su Samanta, nel Bruco su Venere e nella Tartuca su Alice K, cavalla da passeggio, portata in Piazza quasi per scherzo da noti proprietari tartuchini e, ironia della sorte, toccata proprio alla contrada di Casterlvecchio, non diedero grosse soddisfazioni a Baino che però, nell’agosto 1970, si rifece con gli interessi. Ira, barbero assegnato in sorte alla Selva (che per la passeggiata storica sfilò con al fianco l’inseparabile capretta), non era certamente tra i soggetti più ambiti di quel lotto, ma Baino già la conosceva, avendola più volte montata nelle batterie, ed anche per tre prove nel Bruco nel 1969, e questo feeling con la cavalla fu senz’altro decisivo per l’esito del Palio. Dalla mossa, Baino infatti partì attardato, ma a San Martino si trovava già in terza posizione, ed al Casato, sfruttando pure la palese e celeberrima scorrettezza di Capretto nell’Istrice ai danni di Canapetta nella Torre, sfilò in testa scegliendo un corridoio basso. Di lì in poi il Palio non ebbe più storia e per Antonio Giorgi si spianò la via del successo. Ma, come è accaduto per molti altri fantini, la gloria per Baino durò ben poco. Già nel luglio seguente, la carriera nell’Aquila sulla problematica Macchina II durò pochi secondi e terminò con una caduta a San Martino e soprattutto con una solenne purga, vista la vittoria della Pantera con Canapino. Nonostante ciò, l’Aquila gli affidò nuovamente il giubbetto ad agosto, ma con Gavottina, il Giorgi non riuscì ad andare oltre un anonimo Palio nelle retrovie. Nell’agosto 1972, Baino tornò nel Bruco, per montare ancora Gavottina, e stavolta il fantino maremmano fu autore di una corsa tutto cuore e grinta da protasgonista che però terminò all’ultimo San Martino con una caduta rovinosa: Baino finì schiacciato dal peso della cavalla e per lui si temettero gravi conseguenze. Per fortuna, la diagnosi fu meno seria del previsto, ma questo infortunio mise comunque fine alla carriera paliesca di Antonio Giorgi che fece comunque un’ultima apparizione, sul tufo, la  mattina del 14 agosto 1973 su Musella, ancora per i colori del Bruco, prima di lasciare spazio a Canapino.

Davide Donnini
Foto tratta da www.ilpalio.org

 

 

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