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STORIA DEL PALIO: 9 SETTEMBRE 1685

News inserita il 08-04-2021 - Palio - Rubrica Storia del Palio

La prima “vera”carriera straordinaria

Quella del 9 settembre 1685 è ritenuta dagli storici di Palio la prima vera carriera straordinaria mai disputata; precedentemente infatti, si erano corsi altri Palii in data diversa rispetto al 2 luglio (ricordiamo coma allora la carriera di agosto non era stata ancora istituzionalizzata), sempre per celebrare la venuta di principi vescovi o altre personalità, o comunque per celebrare ricorrenze cittadine. In quel 1685, la carriera fu indetta per festeggiare un importante avvenimento di rilevanza internazionale: la cacciata dell’esercito turco da Vienna, evento per altro accaduto due anni prima, più precisamente il 14 luglio 1683. Tale impresa ilitare ebbe gran risalto in tutta Europa , ed anche a Siena, sia per la presenza in città di un nutrito gruppo di studenti tedeschi, la Nazione Alemana, ma anche perché molti militi senesi si fecero valere nelle ostilità; tra d essi vale la pena ricordare il conte Paolo Amerighi autore, durante la battaglia di Eszeck di un gesto eroico, cioè la sottrazione del vessillo di gurera ad un milite turco, insegna che il conte Amerighi donò al suo ritorno a Siena alla Madonna di Provenzano e che possiamo tutt’ora ammirare nella Collegiata omonima, alla destra dell’altar maggiore. Tra i componenti della Nazione Alemana in Siena vi erano anche i fratelli principi di Liechtenstein, i quali chiesero di far disputare un Palio straordinario per festeggiare la meglio le imprese delle armate cristiane. La richiesta dei fratelli fu accolta dalla Balia, così, il 9 settembre, in occasione della festa del SS: Nome di Maria, istituita proprio a ricordo della messa che aveva sigillato l’accordo tra il Re di Polonia e l’Imperatore d’Austria, che diede il via all’attacco decisivo, fu corso il Palio. Su come si sia svolta la carriera non sappiamo nulla. Le uniche notizie certe riguardano la vittoria della Selva con il mitico Pavolino, che si aggiudicò il preziosissimo drappellone di damasco rosso con fregio di lama di argento, offerto dai Principi di Liechtenstein, ed il masgalano conquistato dall’Onda. A questo Palio aderì pure il Montone che però non ebbe altrettanta fortuna, e ciò si apprende dal testo di Virgilio Grassi che riporta fedelmente un passo del libro delle deliberazioni della contrada dei Servi, dove è riportato un interessante commento, in cui l’autore si duole della sconfitta della sua contrada poiché “per nostra grande disgrazia, per invidia di qualche malevolo, al nostro cavallo è stata questa notte trapassata la pianta del piede con una lesina in modo che è rimasto quasi stroppiato; ciò nonostante è stato quarto nella corsa. Di questo Palio si ricorda inoltre un’ordinanza di Biccherna molto particolare che fu emanata per ovviare a certi inconvenienti sorti in una precedente occasione, quando l’Istrice, evidentemente insoddisfatto del cavallo ottenuto in sorte, pretendeva di rimandarlo indietro, dichiarando di non voler correre la carriera, per poi tornare indietro dietro minaccia di severe sanzioni. Così, la Biccherna ordinò che le contrade partecipanti avrebbero dovuto fare  comparsa anche se il cavallo toccato loro fosse stato cattivo, pena la multa di 25 lire e l’arbitrio.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

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