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STORIA DEL PALIO: 30 GIUGNO 1942

News inserita il 01-06-2020 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Il corteo storico sfila in Piazza.

In uno dei nostri ultimi scritti, abbiamo accennato ad un particolare, forse unico momento della storia del Palio, vale a dire la sfilata del corteo storico in Piazza del Campo il 30 giugno 1942, per omaggiare i partecipanti ad un evento organizzato nell’ultima settimana di giugno a Firenze dal comando generale della Gioventù Italiana Littoria. Oggi andremo a scoprire più nei dettagli come si svolse quella giornata ed i retroscena relativi alla sua organizzazione.

La manifestazione culturale denominata Ponte Weimar – Firenze, vide la presenza nel capoluogo toscano di oltre mille giovani in rappresentanza della Germania, dei paesi dell’Asse e degli stati sottomessi al dominio tedesco. Per i partecipanti, il giorno 30 giugno, era programmata una “gita istruttiva” a Siena. Così, anche al fine di rendere più gradevole la visita agli ospiti e per far loro conoscere le nostre tradizioni, il Federale locale inviò al Podestà ed al Magistrato delle Contrade una lettera con la quale richiedeva l’effettuazione del corteo storico e di una sbandierata collettiva da svolgersi nel Campo. Il Magistrato si riunì in data 8 giugno, e da tale riunione emersero varie correnti di pensiero: se alcuni priori, per celebrare al meglio l’occasione, chiesero addirittura la disputa di un Palio, altri invece vi si opposero fermamente. Altri ancora, ritenendo inopportuna l’effettuazione del corteo, sia per l’orario insolito (la passeggiata, da programma, sarebbe dovuta entrare in Piazza a mezzogiorno), sia perché far sfilare il corteo storico senza il suo naturale epilogo, la carriera del Palio, sospesa per ordinanza podestarile per tutta la durata delle ostilità belliche, non avrebbe consentito di far emergere agli occhi degli spettatori stranieri il vero sentimento dei senesi, espressero parere negativo per l’intero evento. La scelta fatta dal Magistrato fu pertanto salomonica e fu così deciso per la sfilata del corteo, non nel Campo, ma in Piazza del Duomo, luogo considerato idoneo per l’effettuazione di una sbandierata collettiva delle contrade con la quale si sarebbe dovuta concludere la manifestazione. Quanto alla disputa della carriera, tale possibilità venne scartata sebbene, qualora il comando federale della Gioventù Littoria o le autorità l’avessero richiesta, le contrade, come non mancò di precisare il documento del Magistrato, non si sarebbero minimamente opposte. Ma la decisione degli onorandi non fu affatto gradita al Federale che rigettò categoricamente la location di Piazza del Duomo, considerata inadatta per l’evento. Era infatti accaduto che, probabilmente all’insaputa dei priori che pensavano di liquidare il tutto con una semplice sfilata delle comparse delle contrade e con una sbandierata di omaggio, il vice Podestà, di concerto con il Federale, aveva disposto di far sfilare il corteo nella sua interezza, con tanto di Carroccio. Il Magistrato si dovette quindi riunire una seconda volta, il 16 giugno, per discutere nuovamente; stavolta la decisione finale fu scontata: corteo da svolgersi nel Campo al gran completo, con la presenza dei Mazzieri, dei musici, del vessillifero della Balzana e dei Terzi e del Carroccio scortato dagli armigeri mentre, nelle comparse delle contrade si sarebbero dovuti aggiungere i soprallassi, che il Comune avrebbe provveduto a reperire. Così, sabato 30 giugno 1942, alle 12 in punto, accompagnato dai rintocchi di Sunto e preceduto dalla sfilata dei rappresentanti dei paesi ospitati, dalla Bocca del Casato, entrò il corteo che fu chiuso dalla sbandierata finale. Gli ospiti stranieri assistettero all’evento su alcuni palchi, appositamente montati, il popolo prese invece posto dentro  la conchiglia. Lo spettacolo non entusiasmò affatto i senesi, ma fu assai gradito dai giovani visitatori, tant’è che la città ricevette una lettera di elogio da parte dei vertici della Gioventù Littoria ed un parziale rimborso delle spese effettuate, onde non gravare pesantemente sui bilanci comunali.

Davide Donnini

Foto tratta da www.ilpalio.org

 

 

 

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