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STORIA DEL PALIO: 3 LUGLIO 1904

News inserita il 23-06-2021 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Nappa riporta il cencio in Stalloreggi al termine di una grande rimonta.

Il Palio del 3 luglio 1904, vinto da Nappa nella Pantera, è ricordato per il suo particolare epilogo, con due contrade arrivate quasi simultaneamente sul bandierino, praticamente indivisibili ad occhio nudo, che creò attimi di forte tensione tra contradaioli, evento questo, non proprio raro all’epoca.

In una tratta ricca di bomboloni, ben 6 furono le contrade favorite dalla sorte, in primis la Pantera, poi l’Istrice, che si affidò a Tabarre, l’Onda con Benvenuto, la Tartuca con Picino, la Lupa con Zaraballe ed il Bruco con Nello Magnelli. La mossa del Palio fu perfetta e vide la pronta partenza dell’outsider Popo nell’Aquila, e di Picino. I due furono ben presto rilevati in testa da Nappa che, a San Martino, dovette nuovamente cedere il comando delle operazioni alla Tartuca a causa di un cedimento della sua cavalla, Ida. La carriera si decise nei metri finali: Ida, ripresasi dalla defaillance, mise in scena una notevole progressione che le permise di recuperare posizione su posizione, andando a raggiungere e superare la Tartuca nei pressi del bandierino. Come ci mostra in modo perfetto il cavallino posto a corredo di questo articolo, le due contrade arrivarono talmente vicine, solo mezza testa, dicevano le cronache del tempo, che dalla Piazza si fatico’ a capire chi l’avesse spuntata. Sotto il palco di giudici si precipitarono a reclamare il cencio tanto i tartuchini quanto i panterini e, solo dopo l’intervento delle autorità, il Palio fu correttamente assegnato alla Pantera. Le rimostranze dei delusi contradaioli di Castelvecchio furono tante e pesanti, e c’era addirittura chi si spinse a sostenere che con quella decisione si volle favorire la contrada di Stalloreggi in quanto a digiuno da 30 anni. I disordini scoppiati nel dopo corsa, minimizzati dal solito cronista che parla di qualche innocuo scapaccione, furono sedati a fatica dalle forze dell’ordine e, solo una volta che la calma fu ristabilita, si procedette a calare il Palio ai panterini festanti che, però, si trovarono costretti ad uscire da Piazza con la scorta dei carabinieri e non poterono neppure recarsi ad omaggiare la Madonna di Provenzano, poiché, per motivi di sicurezza, fu ordinato loro di andare a cantare il Te Deum solo il giorno successivo, una volta acquietati gli animi.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

 

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