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STORIA DEL PALIO: 2 LUGLIO 1969

News inserita il 26-06-2020 - Palio - Rubrica Storia del Palio

L’ultima vittoria di Ciancone.

La carriera del 2 luglio 1969, il settimo ed ultimo trionfo sul tufo  di Ciancone, è da tutti considerata come la più bella vittoria del fantino di Manziana che, alla notevole età di 52 anni, riuscì ad interrompere il digiuno di 15 anni dell’Onda, proprio quella contrada che, tre anni prima, tornò a concedergli fiducia dopo il lungo e forzato esilio post “rigirata del ‘61”. In quel Palio, Ciancone montava la grigia Sambrina, onesta dodicenne che sino ad allora aveva disputato 8 carriere senza mai vincere, e che con lo stesso Gentili, sempre per l’Onda, aveva sfiorato la vittoria nella già citata carriera di rientro di Ciancone dell’agosto 1966. Le favorite del pronostico erano però altre, a partire dalla Chiocciola con il vecchio Topolone ed il debuttante Pietro Migheli detto Capretto chiamato per la provaccia in sostituzione di Parti e Vai, che aveva a sua volta preso il posto dell’infortunato Canapetta, l’Istrice con Arianna e Tristezza, ma anche l’Aquila, con il bizzoso ma molto potente Ercole, affidato ad un altro esordiente, Augusto Berardozzi detto Pizzighetto. Le altre accoppiate al canape furono la Lupa con Morgan ed Aceto, il Bruco con Ira e Giove, la Tartuca con Ringo e Canapino, il Drago con Macchina II e Bubbolino, il Nicchio con Leda e Bazza ed il Montone con Livietta e Morino.

La carriera fu decisa in partenza: con un fulmineo scatto dal quinto posto, Ciancone prese la testa ed ipotecò fin dalle prime battute la vittoria. Dietro di lui partirono Chiocciola ed Aquila, con i due fantini esordienti ma, se il Palio di Pizzighetto si concluse al Casato, con l’ennesimo rifiuto di Ercole di curvare, Capretto proseguì in seconda posizione fino a San Martino quando, a causa dell’impatto con il colonnino, perse posizioni, venendo superato prima dall’Istrice e poi dalla Tartuca, al termine di un bel duello a colpi di nerbo con Canapino. Per tutto il terzo giro, Tristezza provò ad avvicinare l’Onda, ma il Gentili, con grande maestria, riuscì a difendersi, riportando in Malborghetto il cencio, per l’occasione dipinto da Bruno Marzi, ripreso da un bozzetto di Bruno Bonci, nel 25°anniversario della scomparsa del giovane pittore e partigiano, ucciso in uno scontro a fuoco con i tedeschi nei pressi di Vagliagli, il 12 giugno 1944. Singolare fu il dopo corsa di Ciancone che, per festeggiare al meglio il suo trionfo, una volta issato sulle spalle dei contradaioli, si fece portare sotto il palco dei giudici e qui prese una bandiera dell’Onda ed iniziò a sventolarla. Da segnalare infine come quel Palio segnò il ritorno di due grandi vecchi del Palio, Terribile e Ganascia, il primo impegnato per due prove proprio nell’Onda, il secondo, 61 primavere sulle spalle, rivisto sul tufo  per le batterie su Vandala. Ma l’ultima apparizione di Ganascia non fu il degno commiato dalla Piazza per uno dei più grandi fantini dello scorso secolo, e si concluse con una rovinosa caduta al secondo Casato.

Davide Donnini

Foto tratta da www.ilpalio.org

 

 

 

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