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STORIA DEL PALIO: 2 LUGLIO 1963, NEL RICORDO DI CANAPINO

News inserita il 31-03-2020 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Il primo successo di Leonardo Viti.

Il 29 marzo, è stato il tredicesimo anniversario della scomparsa di Leonardo Viti detto Canapino e per ricordarlo al meglio ripercorreremo le fasi del Palio del 2 luglio 1963, prima vittoria di Leonardo, per i colori della Pantera. Canapino era uno dei grandi favoriti, montando per la contrada di Stalloreggi Eucalipto, uno dei tanti nomi dati al mitico Topolone; assieme a lui godevano dei favori del pronostico il Montone con Beatrice e Rondone e la Civetta con Arianna e Bazza, quest’ultimo di ritorno sul tufo dopo un’assenza quinquennale. La tratta, in verità, favorì pure l’Oca, con quella Elena de Mores che già aveva fatto esultare la Selva nel luglio ‘62. Ma la contrada di Fontebranda non parteciperà a quel Palio, a causa di un incidente accaduto alla cavalla durante la terza prova: Elena, che si scoprì essere cieca dall’occhio destro, e che già nella prima prova aveva mandato all’ospedale Lazzero, urtò violentemente il bandierino di San Martino, provocandosi un serio infortunio e ferendo seriamente Canapetta. Completavano il lotto dei partecipanti il Nicchio con Coraggio e Vittorino, la Lupa con Belinda e Mezzetto, l’Onda con Dubba e Lenticchia, il Leocorno con Daria e Bozzolo, l’Istrice con Gabria ed Acciuga, e l’Aquila con Zaffira ed il debuttante Antonino Pecoraro, fratello del più noto Saro detto Tristezza che, per contrapporlo al consanguineo fu ribattezzato Sorriso. La mossa del Palio fu molto complessa, anche a causa del comportamento del Bazza di rincorsa, disubbidiente di fronte ai vari richiami del mossiere Fagnani; il fantino amiatino, infatti, aveva attenzione solo per Canapino e dette la mossa, contro la volontà del Fagnani che lo intimava a fermarsi, solo quando vide la Pantera a posto. Per questi motivi, Bazza appena rientrato, subì una squalifica di sei Palii, poi ridotta a tre. Montone, dallo steccato, Pantera e Civetta furono le più veloci ad uscire dai canapi; il Nicchio, nel tentativo di ostacolare la rivale, finì con il danneggiare l’Aquila ed ambedue partirono decisamente attardate assieme alla Lupa, palesemente fermata da Acciuga che prese Belinda per le redini. Con tante contrade fuori dai giochi (Aquila, Nicchio e Lupa caddero poi a San Martino), le prime tre contrade si involarono; al primo passaggio davanti al palco delle comparse, la svolta della carriera: Canapino, sfruttando la maggior potenza e la imponente mole di Eucalipto, prese una traiettoria bassa lungo gli stecconati e riuscì a girare in testa il Casato, nonostante le ripetute difese di Rondone che provò ad opporsi sia con il nerbo ma anche con qualche trattenuta al giubbetto di Canapino. La corsa, a quel punto non avrà più storia con la Pantera che compì senza ulteriori problemi i restanti due giri tagliando indisturbato il bandierino. Per la Pantera di Ettore Bastianini fu il ritorno al successo dopo 12 anni di attesa, lasciando la cuffia alla Lupa. Nei giorni successivi la giustizia paliesca punì pesantemente, oltre che Bazza, Acciuga, con quattro Palii di squalifica e Vittorino con due.

Davide Donnini

Foto tratta da www.ilpalio.org

 

 

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