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STORIA DEL PALIO: 2 APRILE 1739

News inserita il 06-04-2020 - Palio - Rubrica Storia del Palio

I festeggiamenti per la venuta a Siena di Francesco Stefano di Lorena.

 

La venuta a Siena del Granduca Francesco Stefano di Lorena, successore di Giovan Gastone, ultimo esponente di casa Medici, della moglie Maria Teresa d’Austria e del fratello Carlo, fu l’occasione per la disputa, il 2 aprile 1739, di un Palio straordinario, organizzato dalla Conversazione degli Uniti del Casino. Le notizie sulla corsa, messa a forte rischio da un violento acquazzone mattutino, e preceduta da un corteo, nel quale ogni contrada sfilò con una quarantina di uomini in costume, ma senza carri allegorici al seguito, sono scarse. Sappiamo solo che vi parteciparono Lupa, Torre, Aquila, Onda, Selva, Nicchio, Torre, Bruco, Chiocciola ed Oca e che ad aggiudicarsi il prezioso drappellone di broccato verde di 28 braccia fu il Bruco, con il fantino Antonio Crognolini detto Pettinaio. Molto più ricca la documentazione a nostra disposizione relativa ai festeggiamenti per la venuta dei sovrani ed alla scenografia allestita in Piazza per l’occasione. Il Campo, come si può ancora oggi vedere in un dipinto dello Zocchi, venne circondata da un porticato ligneo opera del Montucci; ad ogni sbocco fu costruito un arco trionfale, il più imponente, ideato da Antonio Donnini, doveva servire come ingresso per la famiglia granducale. Sotto i portici, furono eretti i palchi, sopra vennero costruite delle terrazze.

La corsa del Palio, come spesso accadeva all’epoca, non esauriva gli spettacoli in programma, che proseguirono, a sera, con una stupenda illuminazione della Piazza, alla quale presenziarono tutte le contrade con torce accese, e tale evento fu talmente gradito dai granduchi che, per goderselo al meglio e per complimentarsi con i protagonisti, scesero addirittura tra la folla. Il giorno successivo, gli eventi nel Campo proseguirono con la disputa di una pallonata organizzata dagli accademici dei Rozzi tra due squadre, una vestita in bianco, l’altra in rosso, che si presentarono in Piazza accompagnati da due carri allegorici, quello dei Bianchi, che entrò dal Casato, rappresentante Apollo all’ombra di una sughera contornato da ninfe, quello dei rossi, rappresentante il trionfo della dea Cerere, che entrò dal Chiasso Largo. Terminata la pallonata, la giornata di festa terminò con un evento più unico che raro da queste parti, vale a dire la riproduzione del Gioco del Ponte pisano, per mezzo di un ponte di legno costruito “nella pianata di fonte alla Gavina”.

Davide Donnini

 

 

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