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STORIA DEL PALIO: 17 AGOSTO 1966 (SECONDA PARTE)

News inserita il 31-12-2018

Concludiamo il racconto di una delle carriere più burrascose dello scorso secolo.

Riprendendo la narrazione degli eventi del mitico Palio dell’Assunta 1966, arriviamo così alla sera del 16 agosto, quando il mossiere Pesciatini chiamò le contrade nel seguente ordine: Oca, Tartuca, Montone, Onda, Torre, Leocorno, Istrice, Chiocciola, Drago e Civetta di rincorsa. Alcune contrade forzarono la mossa, il mossiere sganciò il canape ed azionò il mortaretto, che venne però ignorato da diversi fantini che compirono oltre un giro di Piazza prima di essere fermati dall’intervento delle guardie che si erano schierate in mezzo alla pista e dagli spettatori che si sbracciavano dai palchi. Fu così aperta la seconda busta che vedeva di rincorsa l’Onda. Appena il Gentili fiancò, Oca, Torre e Tartuca furono le più veloci a scappare dai canapi. Poco prima dell’arrivo dei cavalli a San Martino, con grave ritardo, scoppiò di nuovo il mortaretto, ma anche stavolta i fantini proseguirono la carriera. A San Martino cadde il Montone, al Casato stessa sorte toccò alla Torre, con Topolona che proseguì scossa prendendo la testa al successivo passaggio da San Martino, superando l’Oca, che andò a dritto al Casato. Un nuovo scoppio di mortaretto convinse i fantini a fermarsi con conseguente ritorno all’Entrone. All’interno della Corte del Podestà si notò subito l’assenza del Morino, il fantino della Torre che, dopo la caduta, fu portato via da Piazza in ambulanza. A norma di regolamento, la contrada di Salicotto sarebbe stata esclusa dal Palio, ma i torraioli si ribellarono, invadendo la pista, alzando gli steccati, rovesciando i materassi, il tutto mentre il barbaresco conduceva via Topolona. Con una situazione così elettrica, correre il Palio era praticamente impossibile e le autorità decisero di rinviare tutto al 17. Nella notte, dopo un lungo confronto tra i capitani ed il commissario prefettizio Paladino, fu stabilito, con una evidente forzatura del regolamento, di sorteggiare di nuovo le tre buste per l’ordine alla mossa, invece di ripartire dalla terza mossa. Quando, la sera seguente, alle 18.30, cavalli e fantini tornarono ai canapi, l’ordine di chiamata fu il seguente: Onda, Montone, Istrice, Torre, Oca, Civetta, Tartuca, Chiocciola, Leocorno e Drago di rincorsa. Per ben 3 volte il mossiere dovette abbassare il canape a causa delle riottosità di Topolona, il quarto abbassamento fu invece causato da una forzatura del Leocorno. Fu nuovamente cambiata la busta e stavolta a dare la rincorsa fu  l’Oca. Una prima partenza venne annullata, successivamente cadde il Drago per uno scarto di Arianna, e questo incidente costò al Bazza la frattura della spalla; per il rione di Camporegio, le speranze di fare cappotto finirono lì. La terza busta, la quinta aperta in due giorni, fu finalmente quella buona. La Civetta, di rincorsa, entrò senza indugi e la carriera dopo numerosi tentativi andati a vuoto, poté così andare in scena. Partirono prime Oca e Chiocciola, Aceto nell’Istrice si fece trovare impreparato ed addirittura rinunciò a correre, mentre la Torre cadde poco prima della Fonte. Al primo Casato, Ercole, cavallo dell’Oca, ripeté lo stesso scherzo fatto a Lazzero il giorno prima, non voltando, dando così via libera alla Chiocciola, seguita dall’Onda e dalla Civetta. I restanti due giri divennero una questione a due tra Canapetta e Ciancone, con quest’ultimo che provò in ogni modo a superare la Chiocciola, ma Canapetta, difese a suon di nerbate, sin sul bandierino, la sua prima posizione, riportando il cencio in San Marco dopo soli 2 anni ed impedendo al Gentili di rientrare con un clamoroso successo. Nei giorni seguenti alla carriera, la giustizia paliesca non fece sconti a nessuno: la Torre fu squalificata per due Palii, al Montone fu comminato un Palio di sospensione; una carriera anche per Aceto, per avere rinunciato a correre, e per Mezzetto, per reiterate forzature alla mossa. Peggio andò i barbareschi di Torre, Oca, Montone e Drago, tutti squalificati per 4 Palii.

Davide Donnini

Foto tratta da www.ilpalio.org

 

 

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