STORIA DEL PALIO: 16 AGOSTO 1971

News inserita il 01-12-2022 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Il guizzo di Orbello per la vittoria della Giraffa.

Nel giorno di Sant’Ansano, riapriamo i nostri archivi di storia paliesca occupandoci di una carriera, quella del 16 agosto 1971, nella quale tutti i pronostici e tutti gli accordi della vigilia vennero clamorosamente sovvertiti. La tratta favorì il Montone che ebbe in sorte Ira, cavalla vincitrice del Palio d’agosto dell’anno precedente e che con Aceto formò un’accoppiata sicuramente temibile, la Torre, con un Topolone al canto del cigno della sua lunga e gloriosa carriera, montato da Canapino, ed il Leocorno che affidò Mirabella a Bruno Blanco detto Parti e Vai. Più indietro nei pronostici, la Civetta con la veterana Gabria e il giovane Frasca, la Chiocciola con Pelé e Canapetta, la Pantera con Dispettoso e Tristeezza, l’Aquila con Gavottina e Baino, la Lupa con Ferida e l’esordiente Emilio Falchi detto Fildiferro e la Giraffa con il promettente Orbello e Bazza. Infine, c’era la Tartuca che si vide assegnare la grigia Musella, cavalla che sino ad allora aveva disputato due carriere senza infamia e senza lode, e che come monta scelse un motivato Rondone, voglioso di vedersi contraccambiati tutta una serie di favori resi nelle carriere precedenti. E fu proprio Rondone il mattatore di questo Palio: la Tartuca, infatti, colse una mossa perfetta, prendendo subito la testa seguito da Giraffa, Leocorno e Torre che aveva sfiorato la caduta a causa di una forzatura alla mossa di Canapino. Al Casato, dove terminò nei palchi la corsa di Aceto, le posizioni erano ben delineate con la Tartuca in pieno controllo su Leocorno, a seguire Giraffa e Torre. Rondone e Parti e Vai proseguirono a darsi battaglia per i restanti due giri, nei quali la maggiore esperienza del fantino amiatino ebbe la meglio sulla troppa esuberanza dell'avversario che, girando costantemente all’esterno, non fu mai in grado di superare la Tartuca. Anzi, fu la troppa foga di Blanco che portò il Leocorno a perdere posizioni: al terzo San Martino, Bazza, che i ruomrs palieschi volevano palesemente venduto alla Torre, prese solo per un attimo la testa, ma la traiettoria più bassa di Rondone consentì alla Tartuca di riassumere subito il comando. Musella, però, era ormai stremata e, una volta girato il Casato, nulla poté di fronte al violento spunto del più fresco Orbello che, proprio sul bandierino, mise la sua testa davanti a quella di Musella, regalando alla Giraffa la seconda vittoria nel giro di un anno e facendo cadere nello sconforto tutto il popolo tartuchino che ormai sentiva suo lo splendido cencio dipinto da Renato Guttuso.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

 

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