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STORIA DEL PALIO: 16 AGOSTO 1882

News inserita il 30-01-2021 - Palio - Rubrica Storia del Palio

La terza vittoria del Moro.

Nel 1882, Genesio Sampieri detto il Moro, risultava uno degli astri nascenti della Piazza, grazie a due vittorie nelle prime tre carriere disputate. Così, nell’agosto di quel 1882, la Torre, una volta rotto, non troppo amichevolmente, con Martellino fantino di Salicotto per la prima prova, non esitò  a chiamarlo per montare il forte morello di Giovanni Carlini. Con uno dei migliori cavalli ed il più futuribile dei fantini, per la Torre la vittoria sembrava vicina, ma per il buon Genesio il Palio si mise subito in salita, poiché un’inopinata caduta per la provaccia, rischiò di metterlo fuori dai giochi a poche ore dalla carriera. L’incidente, a prima vista, apparve assai grave, tantoché tra i contradaioli si sparse addirittura la voce della dipartita del Moro, ed anche le cronache ce lo descrivono piuttosto malconcio: “geme tosto pel sussulto della febbre e pel dolore delle contusioni, recita un documento del tempo. La Torre, nonostante le sue condizioni non certo ottimali ed i consigli dei medici, decise comunque di segnarlo, anche se, a scopo precauzionale, ne chiese ed ottenne l’esenzione dalla passeggiata storica, facendolo addirittura accompagnare nell’Entrone su una barella. Nel Cortile del Podestà, il Moro ritrovò improvvisamente forza e grinta a sufficienza per poter correre il Palio, grazie anche ad una speciale “cura” a base di abbondanti dosi di vino. Caricato a mille dall’alcool, Genesio disputò una carriera magistrale, liberandosi dalla morsa di Leone dell’Oca, e superando nel corso del secondo giro, la Lupa con Pirrino e il Nicchio, che montava proprio quel Martellino, sceso senza tanti complimenti dalla Torre, che aveva trovato spazio nei Pispini in sostituzione dell’infortunato Bachicche. Il sorpasso del Moro ai danni del Ncchio, fece assai infuriare i  nicchiaioli, che non riuscendo ad agguantare il loro fantino, accusato di essersi venduto, se la presero con i torraioli che stavano legittimamente festeggiando la bella vittoria di Genesio, ed i violenti scontri del dopo corsa, durante i quali spuntarono fuori pure bastoni e pietre, furono sedati a fatica dopo lunghi minuti di tensione.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

 

 

 

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