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STORIA DEL PALIO: 15 AGOSTO 1581

News inserita il 19-06-2021 - Palio - Rubrica Storia del Palio

La carriera alla lunga della villanella Virginia.

I nostri avi che assistettero al Palio alla lunga del 15 agosto 1581, organizzato dall’Aquila, al culmine di un’estate ricca di festeggiamenti, tra carriere rionali, asinate e bufalate, furono testimoni di un evento fino ad allora inedito nella storia della nostra festa, ed unico rimasto per altri 376 anni. Altro episodio inconsueto accaduto nel corso di quel Palio, fu la partecipazione delle contrade che, come tradizione, non erano protagoniste delle feste e delle carriere alla lunga di mezz’agosto, solitamente riservate ai ricchi e nobili proprietari di cavalli che iscrivevano i loro barberi per cercare gloria tra le vie cittadine. Stavolta l’Aquila estese l’invito alla carriera alle consorelle, sette delle quali, Onda, Drago, Montone, Oca, Torre, Giraffa e Lupa, vi aderirono. La corsa, come ben raccontato dal manoscritto di Domenico Treggiani detto il Desioso Insipido, fu preceduto dal solito sfarzoso corteo, nel quale le contrade presentarono rappresentazioni di scene mitologiche; quella del Drago fu giudicata la migliore e si aggiudicò una collana del valore di 40 e scudi, mentre il masgalano per le miglior livree se lo aggiudicò il Montone. Ma l’attenzione di tutti era rivolta verso il Drago, in particolar modo verso il fantino scelto dalla Contrada per condurre il barbero nel percorso fino al Duomo, una villanella poco più che adolescente, al secolo Virginia Tacci, passata alla storia come prima donna a disputare un Palio, seppur alla lunga. La giovane fantina non riuscì nell’impresa di vincere la corsa, giungendo solo terza, conducendo a lungo, prima di cedere il passo all’Onda, ma la sua bella prestazione non passò inosservata: parole di elogio furono tributate a Virginia da tutta la città e, soprattutto, dal Governatore Federico Barbolani di Montauto il quale, in due missive inviate al Segretario di Stato Antonio Serguidi, ne esaltò la leggiadria e l’ardore nella monta meritandosi, oltre alle simpatie del Barbolani, che volle ricompensarla offrendole un bel cavallo, le invidie di molte donne senesi ed alcune delle quali, nota ancora il Governatore, meditarono addirittura di imparare a cavalcare, considerando tale arte un buon mezzo per attirare le attenzioni maschili.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

 

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