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STEFANO BERNARDINI: "ORGOGLIOSO DI ESSERE IL CAPITANO DELL'OCA"

News inserita il 03-02-2017

Intervista al nuovo condottiero di Fontebranda (Lavocedelpalio).

Nello scorso mese di ottobre la Nobile Contrada dell'Oca ha eletto Stefano Bernardini nella carica di Capitano al posto di Claudio Cocchia. Ha fatto il mangino dal 2002 al 2004 con il Capitano Fulvio Bruni. Lo abbiamo intervistato.

Che emozioni prova ad essere Capitano della sua Contrada?

"Sono contento e orgoglioso di essere il Capitano dell'Oca anche se sono il Capitano più "vecchio" tra tutti i dirigenti. Credo che qualunque contradaiolo quando è ragazzo ha il sogno di diventare Capitano. Me lo hanno chiesto e dopo averci pensato un pò ho deciso di accettare, sono contento anche se devo dire che sento molto la responsabilità del mandato.

I suoi collaboratori?

"In primis c'è Michele Rosi con cui ho collaborato negli anni in cui ho fatto il mangino, lui ha una grande esperienza di Palio: ha fatto sia il guardafantino che il mangino. Poi ho due miei amici: Maurizio Meli, che è anche un pò più "anziano" di me e Roberto Tolu che ha la stessa mia età. Diciamo che è uno staff Palio un pò "maturo".

Lei è in carica già da alcuni mesi: ha trovato delle differenze rispetto agli anni in cui è stato mangino?

"Io ho fatto il mangino dal 2002 al 2004 con Fulvio Bruni, devo dire che il Palio è cambiato poco, è sempre lo stesso però per gli attori che ci sono in questo momento e per come si è evoluto, ho trovato grosse differenze. Quando ero mangino era il "periodo d'oro" di Gigi Bruschelli e c'erano fantini come Giuseppe Pes detto Il Pesse e Salvatore Ladu detto Cianchino che erano alla fine della loro carriera. Ora ci sono personaggi nuovi: ci sono tre fantini affermati (Brio, Tittia e Scompiglio n.d.r) e tutta una serie di buoni fantini ma che vengono molto dopo. Tutto ruota attorno a questi tre fantini".

C'è chi sostiene che con l'Ordinanza Martini che proibisce l'uso dei cavalli purosangue nei Palii, ci potrebbe essere un "assottigliamento" del parco cavalli a Siena: lei che idea si è fatto?

"Premesso che non sono un frequentatore delle corse e che non sono appassionato di cavalli anche se mi piacciono, parlando con i fantini e le altre Contrade, mi sono fatto l'idea che ci potrebbe essere questo tipo di "problema" anche perché gli altri Palii hanno ormai assunto una loro dimensione con i cavalli che vengono pagati anche profumatamente. Il problema ci potrebbe essere soprattutto con quei proprietari che fanno del lavoro e della gestione dei cavalli durante l'anno una loro fonte di reddito però stiamo a vedere: io credo che alla fine dieci cavalli si troveranno comunque e il Palio si farà lo stesso, anche in un lotto "basso" c'è sempre un primo cavallo, io non mi "fascerei la testa" prima del tempo".

L'Oca nel luglio dello scorso anno ha montato Giuseppe Zedde detto Gingillo che è andato molto vicino alla vittoria: parlando in maniera molto ipotetica potrebbe essere un fantino nella vostra "orbita"?

"Lo scorso anno Giuseppe nell'Oca ha fatto un buonissimo Palio, credo che se non avesse trovato una Preziosa Penelope così in forma e se al secondo giro fosse riuscito a passare la Lupa, il Palio avrebbe preso una dimensione differente. Noi siamo contenti del Palio che ha fatto lo scorso anno, lui ha espresso parole importanti nei confronti della Contrada ed è un rapporto che abbiamo. Il problema mio è che tanti dei fantini che ci sono adesso quando facevo il mangino non c'erano e quindi devo imparare a conoscerli e a instaurarci un rapporto. Conoscevo solo Andrea Mari che ho montato nell'agosto del 2002, Valter Pusceddu e Gigi Bruschelli. Conoscevo un pò anche Giovanni Atzeni perché ha vinto 3 Palii nell'Oca. Per me è un pò tutto da scoprire".

Ha appena nominato Giovanni Atzeni che con l'Oca ha una storia importante: potremmo rivederlo con il giubbetto di Fontebranda?

"A noi tutti i tutti i fantini big interessano. Ovviamente in questo momento non possiamo montare Andrea Mari che ha vinto due anni fa nella Torre. Per il resto noi guardiamo a 360 gradi. Ovviamente dipenderà molto dai tipi di orientamento che questi big avranno. Su Giovanni ovviamente non c'è nessuna preclusione: ha vinto 3 Palii nell'Oca e ha lasciato un ottimo ricordo, i rapporti con lui sono buoni poi ovviamente tra volerlo montare e montarlo ci passa molto.

I rapporti con la vostra avversaria?

"Con Paolo Capelli (Capitano della Torre n.d.r) sono molto amico, con lui non ho nessun tipo di problema. Nella Torre ho molti amici e amiche poi io non sono mai stato un sostenitore delle rivalità troppo "esasperate". Siamo avversari 8 giorni all'anno per il resto credo che la rivalità vada vissuta con un pò più di serenità e che non debba andare oltre quello che è consentito dal Regolamento. Lo scopo ultimo è che la festa continui a vivere.

Negli ultimi tempi la nostra Festa è sempre più sotto attacco: che idea si è fatto?

"Intanto credo che si tratti di un argomento scottante e che sia opportuno che ne parlino i Priori più che i Capitani. Penso che non si può continuare a pensare che Siena possa avere una legislazione tutta sua, c'è una legge e va rispettata, non si può fare come si vuole. Dall'altra parte secondo me va fatto capire che questa è una storia secolare e non improvvisata. Il "confronto" può avvenire ma c'è sempre un' autoregolamentazione che le Contrade sanno darsi infatti ad esempio lo scorso anno non è successo nulla. Dovranno essere il Magistrato delle Contrade, il Comune e le Forze dell'Ordine a trovare un punto di sintesi in modo che la nostra Festa possa tranquillamente continuare".

Qualche giorno fa è stata inaugurata alla scuderia di Trecciolino la targa in onore di Vittorio, che è stata voluta dalla vostra Contrada: ci vuole parlare di questa bella iniziativa?

"Io credo che sia un riconoscimento per un cavallo, Vittorio, che da noi ha vinto una stupenda Carriera (2 luglio 1998 con Trecciolino n.d.r). Questo dimostra l'attaccamento che c'è nei confronti, non solo della Festa, ma anche del suo attore principale cioè il cavallo. Era un tributo dovuto a un cavallo che appartiene alla nostra storia. Anche questo fa parte di una cultura contradaiola che fa di questa Città e della nostra Festa una cosa unica".

Capitolo Mossiere: come le è sembrato l'operato di Fabio Magni lo scorso anno?

"I Palii dello scorso li ho guardati in maniera abbastanza distaccata però da una prima analisi posso dire che, a parte i primi momenti, ha trovato dei giusti tempi di Mossa. Va un pò rivisto nella gestione delle Contrade tra i canapi. Io ho sentito anche gli altri Capitani e sembra che l'orientamento vada verso una sua riconferma, vediamo quest'anno come si comporterà".

Francesco Zanibelli - www.lavocedelpalio.it

 

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