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STORIA DEL PALIO: 16 AGOSTO 1894

News inserita il 15-08-2021

Il successo del dolorante Tabarre ed il sorteggio "galeotto". 

Il Palio di agosto del 1894 è ricco di episodi singolari e perciò degni di essere raccontati. Dalla tratta uscirono favorite Tartuca ed Istrice che, come monte, si affidarono ad Ansanello ed a Tabarre, con questi due fantini che risultarono i grandi protagonisti del Palio, caratterizzato da un prologo molto particolare: non erano ancora state chiamate al canape tutte le contrade che alcuni fantini forzarono la mossa e partirono al galoppo. Tartuca ed Istrice arrivarono lanciati a San Martino, il cui colonnino fu fatale per Tabarre che finì a terra e si rialzò decisamente acciaccato. Una volta fermati i cavalli e richiamate al canape le contrade, Tabarre dichiarò di non voler più rimontare, in quanto contuso e non in condizione per correre; solo dopo diversi minuti e grazie soprattutto agli incoraggiamenti degli istriciaioli, il fantino di Volterra si convinse a riprendere il suo posto e, al momento della mossa valida, prese la testa, evitando per un soffio un’altra caduta a causa dell’ennesima forzatura collettiva. Ansanello, aiutandosi anche con il nerbo, provò per tutti e tre i giri a superare l’avversario, visibilmente dolorante, ma tutti i suoi tentativi furono vani, e Tabarre, stringendo i denti, poté mantenere la posizione fino al bandierino. I contradaioli di Castelvecchio, fin dalla tratta certi della vittoria, mal digerirono la purga, ed il giorno successivo, durante il giro di omaggio alle consorelle dell’Istrice, mentre la comparsa sostava in territorio tartuchino, riuscirono addirittura a rubare le nappe del drappellone, scatenando un violento alterco tra i due gruppi di contradaioli. L’arrivo delle forze dell’ordine fu decisivo nel sedare una rissa che stava degenerando e che provocò numerosi feriti. Alcuni giorni dopo, grazie alla mediazione delle dirigenze ed all’intervento della questura, le nappe furono restituite alla contrada vittoriosa. Un ulteriore singolare episodio relativo a quel Palio accadde durante l’estrazione delle contrade: il capitano del Montone, chiamato ad sorteggiare la ghiandina dall’urna, dichiarò che si sarebbe auto estratto, cosa che puntualmente avvenne. Le modalità dell’estrazione lasciarono però molto perplessi gli altri capitani che, sospettando qualche broglio, non esitarono ad esternare le loro forti rimostranze per l’accaduto all’autorità comunale che, una volta preso atto delle proteste ordinò, cosa più unica che rara nella storia paliesca, la ripetizione dell’estrazione. La seconda volta, il capitano del Montone fu decisamente meno fortunato, tirando a sorte il Drago. E quella estrazione, con buona pace del capitano montonaiolo, fu ben accetta dagli altri colleghi capitani.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

 

 
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