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STORIA DEL PALIO: 2 LUGLIO 2014

News inserita il 21-04-2021

La vittoria di Oppio, ricordando Giuliano Brandini

Nella giornata di ieri è venuto a mancare Giuliano Brandini, storico proprietario di cavalli da Palio che,  grazie a Quarnero (luglio 1996 ed agosto 1997), ed alla sua creatura Oppio (luglio 2014), ha potuto gioire per la vittoria dei suoi barberi sul tufo. E per ricordare al meglio la figura di Brandini, oggi racconteremo gli eventi della carriera di luglio 2014, un Palio apparentemente senza un favorito della vigilia, visto il lotto basso scelto dai capitani. Scartato Istriceddu, le accoppiate maggiormente accreditate erano quella dell’Aquila con Polonski e Gingillo e quella della Pantera con Indianos e Brio. Nutrivano chances di vittoria pure la Selva con Quit Gold e Tittia e la Chiocciola con Porto Alabe e Scompiglio. Il Bruco con Ondina Prima e Tremendo, la Tartuca con Mocambo e Grandine, l’Onda con Osvaldo e Voglia, la Lupa con Querino ed Amsicora, che sostituì dopo la prima prove Dè e la Giraffa con Naiké ed il debuttante Bellocchio erano le outsider. Infine c’era il Drago con Oppio, cavallo chiacchierato, non sempre in positivo e, per questo, poco considerato dai big, che capitan Fabio Miraldi affidò inizialmente a Girolamo.

Prima di raccontare i tre giri della carriera, non possiamo non soffermarci su ciò che successe la sera della terza prova, momento probabilmente decisivo per il Palio del Drago. Un grosso brivido scosse la Piazza quando, al momento della mossa valida, il canape non scese, attorcigliandosi sulle zampe di alcuni cavalli. A farne le spese furono Chiocciola, Tartuca, Selva e Bruco, che caddero rovinosamente a terra. I cavalli si rialzarono prontamente, Scompiglio e Grandine restarono a terra. In breve il tufo fu invaso da soccorritori e da contradaioli che scesero dai palchi per “raccattare” i fantini e per fermare alcuni scossi che iniziarono ad andare in senso opposto. La prova, nel frattempo continuò, ed a San Martino, Girolamo cadde battendo nel colonnino infortunandosi. In una situazione di caos totale fu scoppiato il mortaretto ed i cavalli vennero ricondotti nell’Entrone. Quando le contrade rientrarono in Piazza, Chiocciola, Tartuca e Drago, rimaste senza fantino, non si ripresentarono. Scompiglio riprese regolarmente il suo posto in groppa a Porto Alabe la mattina successiva, Grandine si rivide per la provaccia, sostituito momentaneamente da Sgaibarre, mentre il Drago pescò dal mazzo il “chicchero” Salasso, approdato nell’inverno precedente in Francia per lavorare in una nota scuderia locale di galoppo e rientrato a Siena all’inizio della stagione di corse in provincia. E quella, per Camporegio, fu la carta vincente: Salasso in breve riuscì a trovare il giusto feeling con Oppio e, la sera del 2 luglio, nonostante una partenza non eccezionale, sbaragliò gli avversari, lanciando il suo barbero in una entusiasmante rimonta, superando al primo Casato Selva e Chiocciola, infilando all’interno la Pantera al secondo San Martino e prendendo la testa al Casato, sfruttando un’indecisione di Gingillo che sembrava inavvicinabile, involandosi così verso la vittoria attesa da 13 anni dai dragaioli, successo che fu una sorta di rivincita per il fino ad allora poco apprezzato Oppio, ma anche per Giuliano Brandini, che nel suo grigio ha sempre creduto, e per Alberto Ricceri, fantino che Siena aveva troppo presto messo nel dimenticatoio.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

 

 

 
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