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STORIA DEL PALIO: 2 LUGLIO 1964

News inserita il 05-01-2021

Il Ricordo di Peppinello, scomparso ieri ad 82 anni

Il 2021 paliesco si apre con una brutta notizia. Nella giornata di ieri si è spento a Roma, all’età di 82 anni, Giuseppe Vivenzio detto Peppinello, passato alla storia delle nostra festa per aver vinto due Palii sui cinque corsi e per essere stato uno dei pochi (tre in tutto) ad aver conquistato le prime due carriere disputate. Portato a Siena dal Sor Ettore Fontani, assieme ad un altro giovane fantino, un certo Andrea Degortes, Vivenzio fece la sua prima apparizione sul tufo nelle batterie del luglio 1963 su Arianna e, nel successivo agosto, disputò quattro prove nell’Oca su Farfalla. Una rovinosa caduta per la prova generale fece ritardare di dieci mesi l’esordio del fantino campano, che avvenne quindi nel luglio 1964 nel Drago. In realtà, la dirigenza di Camporegio aveva individuato come fantino un altro giovane promettente, Pasquale Virgili, che non poté però mai debuttare a causa di un tremendo incidente avvenuto la mattina della tratta che causò danni permanenti allo sfortunato Pasqualino. Così il Drago, per montare la potente Arianna, scelse Peppinello, e la scelta si rivelò azzeccata. Le altre favorite di quella carriera erano la Tartuca con Canapetta ed Ettore, che altri non era che Topolone, l’Oca con Selvaggia e Mezzetto ed il Nicchio con la vittoriosa Zaffira e Tristezza. Rondone e Daria nella Torre, Canapino e Crezio nella Chiocciola, Mimosa e Biba nella Selva, Giove e Dubba nella Lupa, Beatrice ed il Moro nella Giraffa, e l’esordiente Aceto, allora ribattezzato Penna Nera, nel Bruco su Olimpico, completavano il lotto delle dieci che si presentarono ai canapi agli ordini della guardia comunale Wilson Pesciatini, richiamato in tutta fretta sul verrocchio. La mossa di Pesciatini fu discreta, con il Drago che prese subito il comando grazie ad uno scatto deciso di Arianna che, saltando addirittura il canape, mise in cassaforte il successo. A San Martino, il Drago era insidiato dalla Tartuca, che nel frattempo aveva superato la Lupa, ma che perse posizioni al Casato, quando Canapetta urtò il colonnino e, pur rimanendo a cavallo, fu costretto a rallentare. Peppinello gestì la carriera con la freddezza di un veterano, non venendo mai impensierito né dalla Tartuca né dalla Lupa che, sorpassandosi a vicenda, spianarono la strada al terzo successo in tre anni del Drago della capitana Kinda Barzellotti. Peppinello, grazie anche a Danubio scosso, si ripeté nel mitico Palio di agosto 1964, che abbiamo già raccontato in un precedente appuntamento, portando in trionfo la Chiocciola. Gli anni che seguirono non furono altrettanto fortunati per Giuseppe Vivenzio, che disputò altri tre Palii senza mai figurare, montando sempre cavalli di scarso valore(Gisella nella Pantera nel luglio ’65, Pasquino nell’Aquila nell’agosto ’67 e Zorro, o Braccobaldo che dir si voglia, nello straordinario della luna del settembre ‘69). L’ultima apparizione di Giuseppe Vivenzio sul tufo fu per la prima prova del Palio di luglio 1974, ancora con i colori della Chiocciola sullo scorretto Robin Hood.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 
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