Papi: "Tema serio, impegno costante dell'amministrazione". Il commento dell'assessore ai servizi sociali. Investimento pari a 54,40 euro pro capite

Il Comune di Siena conferma l’impegno nel contrasto alla povertà e nel sostegno alle fasce più fragili della popolazione. Nel bilancio 2026 l’amministrazione destina ai servizi sociali risorse comunali pari a 2.969.191 euro, una cifra che corrisponde a 54,40 euro per abitante, calcolata sui 53.588 residenti registrati al 31 dicembre 2025.
Le risorse finanziano una serie di interventi rivolti a famiglie in difficoltà, anziani, minori e persone con disabilità. Tra questi figurano l’assistenza sociale erogata tramite la Società della Salute Senese, il bonus per i nuovi nati, i contributi per le attività estive dei minorenni – con particolare attenzione ai ragazzi con disabilità – oltre alla gestione dei centri diurni per anziani e alla copertura completa delle ore di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli studenti con disabilità.
Nel pacchetto di interventi rientrano anche la gestione di una casa a dimensione familiare per minorenni e il sostegno alle associazioni del territorio, che integrano la rete dei servizi sociali con circa 600 mila euro distribuiti nell’arco di tre anni. A queste risorse si aggiungono fondi statali e regionali, oltre al cofinanziamento della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che permettono di sostenere progetti specifici legati alla prevenzione del disagio, alla lotta alla povertà educativa e alla tutela delle persone più vulnerabili.
«Si tratta di una cifra ben diversa da quella apparsa recentemente sulla stampa», spiega l’assessore ai servizi sociali Micaela Papi, riferendosi a dati che consideravano soltanto una specifica voce tecnica del bilancio comunale. «È importante chiarire che quella voce rappresenta solo una categoria contabile e non l’insieme delle politiche sociali dell’amministrazione».
Particolare attenzione è dedicata anche ai centri diurni e di socializzazione per anziani e persone con disabilità. Il Comune ha infatti scelto di non aumentare la quota sociale a carico delle famiglie, coprendo con risorse proprie la differenza di costo per garantire continuità e qualità del servizio.
Proprio in questa direzione si inserisce la partecipazione dell’amministrazione all’open day del centro “Mimosa”, iniziativa che punta a rafforzare il ruolo della struttura come punto di riferimento per la comunità e a consolidare la collaborazione tra istituzioni, operatori, terzo settore e famiglie.
«Il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale è un tema serio – conclude Papi – e richiede un confronto basato su dati completi. Il nostro obiettivo resta quello di garantire servizi concreti e strutturati alle persone più fragili».





































