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SOVICILLE, IMPRESE TRA STABILITÀ E DIFFICOLTÀ: TURISMO PIÙ IN AFFANNO

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Il sondaggio di Confesercenti fotografa un 2026 a due velocità: maggiore tenuta per le attività annuali, mentre quelle stagionali registrano più difficoltà

SOVICILLE, IMPRESE TRA STABILITÀ E DIFFICOLTÀ: TURISMO PIÙ IN AFFANNO

Il 2026 restituisce un quadro a due velocità per le imprese commerciali e turistiche di Sovicille. A evidenziarlo è un sondaggio condotto dal Direttivo comunale di Confesercenti tra i propri associati, dal quale emerge una maggiore tenuta delle attività operative durante tutto l’anno rispetto a quelle stagionali.

Tra le aziende con attività annuale, circa sette su dieci registrano risultati stabili o in miglioramento. Nel dettaglio, il 46% indica un andamento del business sostanzialmente in linea con i livelli del 2025, mentre il 20% segnala un miglioramento delle performance. Il restante 34% riferisce invece una diminuzione del fatturato.

Più complessa la situazione per gli esercizi stagionali legati al turismo. Tra le imprese che hanno partecipato al sondaggio, la metà registra un calo del fatturato, mentre il restante 50% considera il proprio volume d’affari in linea con quello precedente.

Un ulteriore elemento riguarda i consumi: complessivamente, circa il 30% delle aziende rileva una riduzione della capacità di spesa della propria clientela. Sul versante turistico, inoltre, il 45% delle imprese intervistate percepisce un calo dei flussi stagionali.

Le aspettative per la chiusura dell’anno restano improntate soprattutto alla stabilità. Il 50% degli operatori pensa infatti di terminare il 2026 sugli stessi livelli raggiunti nel 2025, mentre il 5% confida in un miglioramento delle proprie performance.

«Il sondaggio ci conferma che quello di Sovicille è un tessuto imprenditoriale particolarmente dinamico», osserva Antonio Adalberto Munafò, presidente del Direttivo di Confesercenti di Sovicille, sottolineando come le imprese siano preparate e attente ai cambiamenti e all’evoluzione del mercato.

Secondo Munafò, le aziende con attività stabile durante tutto l’anno stanno mostrando una particolare capacità di adattamento e flessibilità. Gli imprenditori e i loro collaboratori cercano di affrontare una congiuntura condizionata dalle guerre, dal caro energia e da fattori meteorologici straordinari attraverso organizzazioni snelle, esperienza e impegno diretto.

Le maggiori difficoltà riguardano invece le attività prettamente stagionali e quelle annuali maggiormente legate al turismo. Per questo comparto, osserva Munafò, il 2026 rappresenta un anno di transizione nel quale riuscire a confermare i risultati ottenuti nel 2025 costituirebbe già un importante successo.

 

 

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