L'assemblea del coordinamento lancia l'idea di una manifestazione il 12 aprile

C'era una grande rappresentanza di Sovicille all'Arci, giovedì 19 febbraio, a dire la sua con toni decisamente chiari al fine di opporsi al massiccio progetto dell'agrivoltaico proposto dalla ditta Revalue per l'installazione di pannelli fotovoltaici su una superficie di 238 ettari. La piana di Rosia che dovrebbe accoglierli, nota come Padule, è una zona ad alto valore paesaggistico con specie animali e vegetali che anche la stessa Università di Siena giudica inestimabile e il progetto andrebbe a ledere irrimediabilmente questo luogo di grande importanza. Molte sono le associazioni raccolte in un coordinamento guidato dal Comune di Sovicille: all'assemblea, la terza su questo argomento, hanno partecipato quasi 200 persone e gli interventi del Sindaco Gugliotti, degli agronomi Andrea Battino e Monica Colella, di Alessandro Vigni presidente di Sienaenergie hanno tutti evidenziato in vari modi come questo sarebbe un progetto di impatto ambientale devastante. All'assemblea è stata anche stabilita una data per la manifestazione che si terrà il 12 aprile contro questo progetto. Ecco la dichiarazione dell'assessore Francesco Verzulli che coordina le associazioni.
''La Piana di Rosia non è un’area disponibile per operazioni speculative - afferma Verzulli -. È un paesaggio identitario, un sistema agricolo produttivo e un ambito naturalistico di alto valore per il quale ritengo doveroso ribadire una posizione chiara e inequivocabile: La Piana non è uno spazio residuale da occupare, ma un sistema territoriale di alto valore paesaggistico, agricolo e naturalistico che merita tutela, visione e responsabilità. Le ipotesi di impianti agrivoltaici di larga scala e di interventi legati al progetto di sviluppo aeroportuale pongono interrogativi seri sull’impatto cumulativo e sulla coerenza con la vocazione del territorio'', aggiunge l'assessore Verzulli.
"È un ambito che concorre in maniera sostanziale all’identità della Toscana centrale, non solo per la qualità estetica del paesaggio, ma per il suo ruolo produttivo, per la presenza di corridoi ecologici e per l’equilibrio tra attività umane e contesto naturale. Non siamo di fronte a un dibattito ideologico tra sviluppo e conservazione. Siamo di fronte alla necessità di distinguere tra innovazione sostenibile e operazioni speculative che rischiano di compromettere in modo irreversibile un territorio fragile.
La transizione energetica è una sfida imprescindibile, ma non può tradursi in consumo di suolo agricolo di pregio o in trasformazioni infrastrutturali sproporzionate. Sostenibilità significa pianificazione, proporzionalità e rispetto del paesaggio.
Proprio per questo, il territorio ha avviato un percorso partecipativo strutturato che ha portato alla costituzione di un coordinamento tra associazioni e amministrazione.
Un lavoro condiviso, fondato su analisi tecniche, approfondimenti normativi e confronto pubblico, finalizzato a mettere in campo tutti gli strumenti disponibili – urbanistici, paesaggistici e amministrativi – per garantire la tutela della Piana.
Questo coordinamento non nasce per opporsi a priori, ma per affermare un principio: le scelte che incidono in maniera così profonda sul paesaggio e sulla qualità della vita devono essere frutto di pianificazione consapevole, coerenza con gli strumenti di governo del territorio e reale coinvolgimento delle comunità locali.
Difendere la Piana di Rosia significa difendere un patrimonio collettivo, un modello di equilibrio tra agricoltura, ambiente e paesaggio che rappresenta un valore economico, culturale e identitario.
La tutela non è un freno allo sviluppo: è una condizione per il suo sviluppo.
Continueremo, insieme al coordinamento e alla cittadinanza, a lavorare con determinazione e trasparenza affinché le scelte sul futuro di questo territorio devono nascere dal confronto con la comunità e da una visione realmente sostenibile. Su questo non arretreremo'', ha concluso con decisione l'assessore.
E sul tema intervengono anche la presidente della Proloco Rosanna Recchi e la consigliera Proloco Sveva Consonni Folcieri.
''La Pro Loco di Sovicille si è attivata già mesi fa affinché l’UNPLI regionale (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) presentasse al Comune di Sovicille e alla Regione Toscana un appello per la salvaguardia del territorio a fronte di progetti così devastanti, facendo riferimento alle leggi sul turismo e sulla valorizzazione del territorio emanate dalle Pro Loco stesse, nonché allo statuto nazionale al quale si ispirano tutte le singole Pro Loco. Di fronte a progetti che stravolgerebbero totalmente il paesaggio, l'ambiente e la qualità della vita, non può che esserci contrarietà considerando anche che non si ravvisa dalla loro realizzazione alcun beneficio a livello locale, tanto dal punto di vista sociale, quanto economico. Pertanto la Pro Loco condivide con la comunità di Sovicille la preoccupazione rispetto alla realizzazione di tali progetti e appoggia quelle azioni condivise con le istituzioni locali e la popolazione finalizzate a valorizzare tale disagio, ancorché all’interno di manifestazioni rispettose dell’ordine pubblico e della condivisione democratica.
Tutto ciò non prevede naturalmente una contrarietà a priori rispetto alla transizione energetica che rimane un’opzione auspicabile, ma solo nel caso che in cui si esprima attraverso una diversa progettualità''.
Intervenuta anche Simonetta Pepi dell'associazione Ampugnano per la salvaguardia del territorio sugli innumerevoli progetti che sono stati proposti negli ultimi anni per la stessa area della piana di Rosia, tra cui quello bloccato dal Tar Toscana per motivi paesaggistici nel dicembre 2025 per un enorme progetto di impianto a biogas.
Annalisa Coppolaro




































