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SIRENA ANTIAEREA E COMMEMORAZIONE: POGGIBONSI RICORDA LE BOMBE DEL 1943

News inserita il 29-12-2018

Vi furono morti e feriti, la città quasi completamente rasa al suolo

“Settantacinque anni fa una pioggia di bombe devastò Poggibonsi. Non fu l'unico bombardamento. Nei giorni precedenti e soprattutto nelle settimane successive il passaggio degli aerei alleati fu ripetuto. Vi furono morti e feriti, la città quasi completamente rasa al suolo”. Così il Sindaco David Bussagli, che questa mattina ha partecipato alla cerimonia per commemorare il 75° anniversario dei bombardamenti sulla città. La cerimonia, come consueto, è stata organizzata in collaborazione con l’Anpi di Poggibonsi ed ha visto la partecipazioni di cittadini e autorità civili e militari. Prima è stata deposta la corona di alloro alla Targa della Fabbrichina in via Trento e quindi al cippo di piazza Mazzini che è stato oggetto di manutenzione e riqualificazione in seguito alla sua nuova collocazione all'interno della piazza che rende l'opera maggiormente fruibile. Il monumento è stato ripulito, sono state ripristinate alcune lettere mancanti e vi è stata apposta una targa sul lato precedentemente non fruibile, quello esposto su via Trento. Inoltre, raccogliendo alcune sollecitazioni giunte, a fianco del cippo è stato piantato un ulivo. Alle 11, come già negli anni passati, è stata suonata la sirena antiaerea. “Un suono cupo che rievochiamo perché non si senta suonare più, qui e altrove. Perché si possa anche solo immaginare cosa prova chi ancora oggi è costretto a sentire quel suono - ha detto il Sindaco - Come ogni 29 dicembre ricordiamo quanto accadde allora, una tragedia da cui la città trovò la forza per ripartire. Lo facciamo per dire grazie a quei tanti poggibonsesi che hanno perso la vita e i propri cari, che hanno combattuto, che hanno ricostruito la nostra città facendone un modello di sviluppo e di inclusione. Per ribadire che noi ripudiamo la guerra che sempre porta morte e distruzione. Viva la pace”.

La storia

Alle 13.15 del 29 dicembre 1943 l'aria si riempì del rombo cupo delle “fortezze volanti”, i micidiali bombardieri delle truppe Alleate. Pochi istanti e una pioggia di bombe cadde sulla città. Furono momenti terribili. Alla prima ondata ne seguì una seconda, ancor più devastante. Case, fabbriche, vie e piazze del centro vennero abbattute e distrutte. Sotto le macerie si contarono 105 morti e centinaia di feriti. Il 75 per cento degli edifici venne distrutto e interi quartieri cancellati. Furono distrutti la fascia parallela alla ferrovia, il teatro Ravvivati Costanti, la Fabbrichina dove trovarono la morte gli operai. Il bombardamento del 29 dicembre era stato preceduto da quelli avvenuti ai primi di novembre e due giorni prima, il 27 dicembre, che colpirono la zona di Romituzzo e di Montelonti. Le incursioni aeree dei bombardieri continuarono fino a tutto aprile in quanto Poggibonsi era al centro di un importante nodo stradale e ferroviario ritenuto dagli Alleati di notevole importanza strategico militare e anche per questo venne pesantemente colpita. Sotto quelle macerie si contarono 105 morti e centinaia di feriti. Vittime di una guerra a cui questa città ha pagato un tributo enorme. Furono tanti coloro che si opposero al regime fascista e con lo scoppio del conflitto ed il passaggio del fronte ci fu un forte impegno di Poggibonsi nella Resistenza e per la liberazione d’Italia con la partenza di ben 108 volontari per i gruppi di combattimento del nuovo esercito di Liberazione nazionale.

 

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