Il Piano Urbano della Natura incontra Siena BiodiverCity: pianificazione, ricerca e partecipazione per integrare il verde nel futuro dell'ambiente urbano

Il verde come elemento strutturale della città e non più come semplice spazio residuale. È la prospettiva al centro dell'incontro “Il coraggio di immaginare la città: verde urbano, biodiversità e partecipazione”, organizzato venerdì 25 settembre a Palazzo Patrizi dal Comune di Siena e dall'Accademia dei Fisiocritici nell'ambito di BRIGHT-NIGHT, la Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori organizzata a Siena dall'Università di Siena.
L'appuntamento ha fatto dialogare due esperienze rivolte al futuro dell'ambiente urbano: il percorso avviato dal Comune per la redazione del Piano Urbano della Natura (PUN) e il lavoro di ricerca e citizen science condotto dal Museo di Storia Naturale dell'Accademia dei Fisiocritici attraverso Siena BiodiverCity.
Il Piano Urbano della Natura e una nuova visione del verde
Richiamando il tema del coraggio scelto per questa edizione di BRIGHT-NIGHT, l'assessore all'Ambiente del Comune di Siena Barbara Magi ha sottolineato la necessità di superare una concezione marginale del verde e di riconoscerne invece il ruolo essenziale nella costruzione della città e nella risposta alle conseguenze del cambiamento climatico, sempre più evidenti anche attraverso le ondate di calore registrate durante l'estate.
Da questa consapevolezza nasce la scelta dell'amministrazione di dotarsi di uno strumento in grado di costruire una visione integrata e di lungo periodo. Il Piano Urbano della Natura punta infatti a mettere a sistema il patrimonio di progetti ambientali e di rigenerazione sociale sviluppati negli ultimi anni con la comunità, le associazioni e le istituzioni cittadine.
Tra le esperienze già avviate rientra il progetto europeo URBACT BiodiverCity, dal quale è nata EcoSistema Urbano, rete territoriale dedicata alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità urbana. A questo percorso si aggiunge la certificazione European Green Leaf ottenuta da Siena, riconoscimento dell'impegno cittadino sul fronte della sostenibilità ambientale. Esperienze che hanno contribuito anche a consolidare le competenze del Comune nel coordinamento delle diverse realtà e nel confronto con i cittadini.
Dall'ascolto della città alle strategie del PUN
Alla presenza del dirigente della Direzione Territorio Paolo Giuliani, Andrea Iacomoni, docente della Sapienza Università di Roma e coordinatore scientifico del progetto, ha illustrato il percorso di costruzione del PUN.
Il lavoro si trova nella prima fase di ascolto e raccolta delle esigenze della città. A questa seguiranno l'elaborazione delle idee e la definizione delle strategie progettuali.
Il Piano non sarà limitato alla gestione del verde già esistente. Potrà infatti favorire trasformazioni, creare collegamenti tra aree differenti e riconoscere anche gli ambienti spontanei come componenti del sistema ecologico urbano. L'obiettivo è andare oltre una valutazione esclusivamente quantitativa degli spazi verdi, prendendone in considerazione anche funzioni, relazioni e valore ambientale.
Siena BiodiverCity, oltre 13.000 osservazioni naturalistiche
La natura già presente nel tessuto urbano è stata al centro dell'intervento di Andrea Benocci, conservatore del Museo di Storia Naturale dell'Accademia dei Fisiocritici.
Con Siena BiodiverCity, cittadini e ricercatori hanno raccolto oltre 13.000 osservazioni naturalistiche. Il lavoro ha fatto emergere una biodiversità significativa anche in aree frequentate quotidianamente e fortemente caratterizzate dalla presenza umana.
Negli Orti di San Miniato è stata individuata una popolazione di granchio di fiume che utilizza come rifugio i piccoli canali di scolo. Nel Boschetto di San Miniato è stata invece osservata una rara specie di fungo mai segnalata prima nell'area. Nel Bosco di Busseto è stato ritrovato un muschio che non compariva nelle segnalazioni toscane da circa centocinquant'anni e che non era mai stato documentato nella provincia di Siena.
Le osservazioni raccolte mostrano così una città che non è separata dalla natura, ma comprende ambienti in grado di offrire rifugio e opportunità a piante, animali e funghi.
Partecipazione e formazione per una nuova cultura urbana
Dal confronto con il pubblico è emersa anche l'importanza della formazione ambientale, con particolare attenzione alle nuove generazioni, e della crescita di una maggiore consapevolezza collettiva.
In questa prospettiva, anche la scelta di mantenere alcuni spazi maggiormente spontanei, affiancandoli a strumenti capaci di illustrarne la funzione ecologica, può contribuire alla costruzione di una diversa cultura urbana.
L'incontro ha quindi collegato ricerca scientifica, pianificazione e partecipazione intorno all'obiettivo di integrare maggiormente natura e ambiente urbano a Siena. Un processo destinato a produrre risultati nel lungo periodo e che pone già oggi al centro della progettazione anche le generazioni che abiteranno la città in futuro.








































