SIENA, FUGGE AL CONTROLLO E AGGREDISCE GLI AGENTI: ARRESTATO 22ENNE

News inserita il 24-05-2026 - Cronaca Siena

Il giovane ha tentato di sottrarsi a un controllo nel centro storico, aggredendo i poliziotti e danneggiando un’auto di servizio dopo l’arresto

Nel centro storico di Siena la Polizia di Stato ha arrestato un 22enne italiano di origini marocchine con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio del 21 maggio durante un servizio di controllo del territorio svolto dagli agenti delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Siena, impegnati nelle attività di prevenzione e contrasto ai reati nel centro cittadino e nelle aree limitrofe.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il giovane, notato in via Campansi, avrebbe cambiato improvvisamente direzione alla vista degli agenti. I poliziotti hanno quindi deciso di procedere a un controllo, ma il 22enne avrebbe tentato di sottrarsi all’identificazione cercando la fuga e aggredendo gli operatori.

Dopo un breve inseguimento, l’uomo è stato bloccato a poca distanza e accompagnato in Questura. Qui, ancora in stato di agitazione, avrebbe danneggiato un’auto di servizio colpendo con calci il finestrino posteriore.

Durante la successiva perquisizione personale gli agenti hanno inoltre trovato una modica quantità di sostanza stupefacente. Per questo motivo il giovane è stato segnalato alla Prefettura di Siena.

Al termine degli accertamenti è scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale, mentre sono state contestate anche le accuse di lesioni, danneggiamento e rifiuto di fornire le proprie generalità. In attesa dell’udienza di convalida, il 22enne è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Nella giornata del 22 maggio il giudice ha convalidato l’arresto disponendo nei suoi confronti l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre giorni alla settimana. Il Questore ha inoltre emesso la misura di prevenzione dell’avviso orale.

Resta ferma la presunzione di innocenza: la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.

 

 

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