Operazione della Polizia di Stato tra le due province: tre misure cautelari e sigilli a un’attività del settore dopo un’indagine avviata da un furto in abitazione da 35mila euro

Operazione della Polizia di Stato tra le province di Siena e Grosseto, dove è stato smantellato un presunto giro di furti e riciclaggio di preziosi. Gli investigatori hanno sequestrato un esercizio di compro oro e dato esecuzione a tre misure cautelari personali, su disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Siena e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto, ha portato al sequestro preventivo – anche per equivalente – nei confronti dell’amministratrice di fatto di un compro oro attivo nel Grossetano, ritenuta gravemente indiziata di riciclaggio di oggetti preziosi provento di furto.
L’inchiesta ha preso avvio dal furto messo a segno il 25 luglio 2024 nell’abitazione di un professionista in provincia di Siena. Ignoti, dopo aver forzato con un flessibile una cassaforte murata, si erano impossessati di gioielli per un valore stimato di circa 35mila euro.
Attraverso intercettazioni, analisi dei sistemi di videosorveglianza, tracciamenti GPS e approfonditi accertamenti documentali, gli investigatori sono riusciti a ricostruire gli spostamenti dei sospettati e a individuare i veicoli utilizzati per il colpo, risultati noleggiati tramite documentazione riconducibile a uno degli indagati, ritenuto prestanome. Le indagini hanno inoltre permesso di delineare il presunto coinvolgimento di ulteriori soggetti nel supporto logistico e nella messa a disposizione dei mezzi.
Secondo quanto ricostruito, parte della refurtiva – tra cui 47 sterline d’oro e una collana in oro giallo del valore stimato di circa 3mila euro, per un totale di 32.845 euro – sarebbe stata conferita in un compro oro della provincia di Grosseto. Per l’accusa, i preziosi sarebbero stati registrati tramite operazioni ritenute fittizie e destinati alla fusione senza rispettare il termine minimo di giacenza previsto dalla normativa, compromettendone così la tracciabilità.
Non essendo stati recuperati i beni sottratti, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo per equivalente sulle disponibilità finanziarie riconducibili all’indagata, oltre al sequestro impeditivo dell’attività commerciale. Le operazioni sono state eseguite con il supporto della Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Grosseto.
Il 21 febbraio 2026 sono state inoltre eseguite tre misure cautelari personali: un uomo di 43 anni è stato posto agli arresti domiciliari per concorso in furto e autoriciclaggio; una donna di 29 anni è stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per riciclaggio e ricettazione; all’amministratrice dell’esercizio è stata applicata la misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriale nel settore del compro oro e della gioielleria, nonché di ricoprire incarichi direttivi nel medesimo ambito per dodici mesi.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità degli indagati sarà accertata in via definitiva solo con eventuale sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.





































