Strade dissestate, marciapiedi distrutti, alberi non curati ed edifici abbandonati: una lunga lista di criticità irrisolte e promesse di interventi mai mantenute

Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata di un cittadino di Siena che denuncia il crescente degrado urbano, in particolare nella periferia nord. Tra strade dissestate, marciapiedi distrutti, alberi non curati ed edifici pubblici abbandonati, l’autore ricorda una città più ordinata fino a vent’anni fa e segnala criticità precise mai risolte. Una testimonianza accorata che chiede interventi urgenti e concreti, oltre le promesse rimaste finora disattese.
"Vivo a Siena oramai da una vita e, da molti anni, mi trovo a compilare lettere di protesta, richieste formali, raccolte firme e quant’altro, per chiedere interventi contro il degrado urbano della mia città, in particolare della periferia nord, dove si è raggiunto un livello inaccettabile, tanto che oramai molti si sono assuefatti, dimenticando la pulizia e l’ordine che hanno regnato grossomodo fin verso l’oramai lontano 2005, quando in pochi giorni si rifacevano asfaltature e marciapiedi di interi quartieri.
La manutenzione, da quasi 20 anni, è oramai prossima allo zero, tanto che quel poco che ancora viene fatto, come la recente asfaltatura di una piccola parte di via Aldo Moro, rappresenta quasi un evento!
La mancanza di fondi è sicuramente un ostacolo alla dovuta manutenzione, ma certamente non giustifica interamente uno stato di abbandono come quello a cui assistiamo, al quale è impellente porre quantomeno una pezza: marciapiedi quasi ovunque completamente distrutti dalle radici degli alberi, che non vengono ricostruiti nemmeno laddove gli alberi non ci sono più, oppure rovinati dalle erbacce che, inserendosi nelle fessure, mettono radici che in qualche caso sono diventate arbusti, per i quali non è più possibile rimediare con un semplice tagliaerba. In altri casi, l’asfalto oramai non c’è più, portato via dall’usura, mentre avvallamenti e rattoppi sono, oramai, di moda nel piano stradale!
Molti alberi sono fuori sagoma; qualcuno è seccato ed è rimasta la buca, ma altri hanno una chioma sproporzionata, e basterebbe una semplice potatura, mentre le buche degli alberi morti andrebbero chiuse, o ne andrebbero piantati di nuovi!
E poi lo scandalo dei palazzi abbandonati, come quello che ospitava gli uffici di Piazza Calabria, che potrebbe essere adibito a molte utilità in un quartiere come Vico Alto, dove non esiste più nemmeno un negozio di alimentari, e che invece versa in uno stato di degrado sempre maggiore, col timore che un domani venga aperto un cantiere di demolizione, con ulteriori disagi per chi abita vicino!
Ma, spostandosi all’esterno della periferia, si vedono cose veramente indegne: nei pressi del palasport “Mens Sana”, in prossimità dell’intersezione con Strada di Vico Alto, chiunque avrà notato il cedimento del terreno, un dissesto che potrebbe essere sistemato in poche settimane, ma sono invece trascorsi anni senza che nemmeno siano iniziati i lavori!
Vi sono poi tratti di strada dove il dissesto del piano stradale è tale da dover procedere “a passo d’uomo” per non danneggiare gli ammortizzatori o farsi male cadendo da un ciclomotore, in particolare:
- la svolta a destra tra via Achille Sclavo e Strada di Vico Alto;
- via Baldassarre Peruzzi, tra Porta Pispini e il bivio per Strada di Busseto;
- la rotatoria di collegamento Strada di Vico Alto – via B. Bandinelli – via Aldo Moro;
- Strada di Vico Alto, nell’intero tratto che va dalla suddetta rotatoria fino al negozio “Mundi”.
Ho elencato soltanto i punti critici che, se non si interverrà, nel tempo presenteranno un conto sempre più salato e, al tempo stesso, sempre meno rinviabile!
Ho sorvolato sulla lentezza dei cantieri, come quello della bretella di collegamento “via Giovanni Paolo II – via Fiorentina”, quasi ultimata oramai da tempo, ma che non giunge mai al completamento.
Trovo che sia inammissibile non porre rimedi a queste problematiche, a fronte, oltretutto, di promesse in merito a quanto elencato, circa interventi che sarebbero stati fatti “a breve”!
E noi attendiamo fiduciosi…
Un cittadino."







































