Il Santa Maria della Scala ospiterà il 4 e 5 settembre 2026 l’iniziativa dedicata a scuola, inclusione e welfare culturale, con musei, istituzioni, operatori sociali e mondo educativo a confronto

Sarà il complesso del Santa Maria della Scala a ospitare, venerdì 4 e sabato 5 settembre 2026, nella Sala Italo Calvino, “Edu Didaday - Musei Toscani”, iniziativa promossa dal Comune di Siena, capofila del progetto, insieme alla Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, alla Fondazione Musei Senesi e all’Università di Siena – Sistema Museale Universitario Senese, con il patrocinio e il sostegno economico della Regione Toscana.
L’evento nasce come momento di confronto tra istituzioni culturali, scuole, operatori museali, associazioni, cooperative sociali e professionisti del settore socio-sanitario, con l’obiettivo di presentare i programmi di welfare culturale e le proposte educative dei musei di Siena e provincia per l’anno scolastico 2026/2027.
Da appuntamento dedicato alla presentazione dell’offerta didattica dei musei del territorio, Edu Didaday amplia quest’anno la propria dimensione diventando un’iniziativa di carattere regionale. Al centro della manifestazione ci saranno il ruolo sociale dei musei, la qualità della progettazione educativa e la collaborazione tra istituzioni culturali, scuola e servizi alla persona.
“I musei sono oggi presìdi culturali sempre più aperti alla comunità e capaci di generare benessere, inclusione e partecipazione”, dichiara il sindaco di Siena Nicoletta Fabio. “Conosciamo il valore educativo della cultura e quanto sia importante offrire a bambini, ragazzi e adulti occasioni di apprendimento che superino i confini dell’aula scolastica”.
Secondo il primo cittadino, il welfare culturale rappresenta una delle principali sfide contemporanee perché riconosce nella cultura uno strumento di crescita personale, contrasto alle fragilità e costruzione di relazioni. Per questo il Comune di Siena ha scelto di assumere il ruolo di capofila del progetto, con l’obiettivo di rendere i musei sempre più accessibili, inclusivi e in dialogo con il mondo scolastico, il sistema socio-sanitario e l’intero territorio.
La prima giornata, in programma venerdì 4 settembre dalle ore 15 alle 18, sarà dedicata al tema del welfare culturale e al rapporto tra musei e pubblici fragili. Verranno presentati programmi e percorsi rivolti a persone con disabilità, demenza, disturbi dello spettro autistico e, più in generale, a persone in condizioni di vulnerabilità o disagio sociale.
Associazioni, cooperative sociali e Società della Salute della Toscana parteciperanno al confronto con i musei sui temi della mediazione culturale, dell’accessibilità e della co-progettazione. Il programma prevede interventi sulle esperienze più significative nel campo del welfare culturale, con attenzione alle metodologie multisensoriali, cognitive, corporee, interattive e laboratoriali sviluppate in collaborazione con il settore socio-sanitario. Sono previsti anche momenti di networking, workshop e laboratori esperienziali.
Sabato 5 settembre, dalle ore 10 alle 13, sarà invece protagonista l’educazione museale, con un appuntamento rivolto agli insegnanti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado.
La giornata offrirà una panoramica sulle proposte educative dei musei per l’anno scolastico 2026/2027 e favorirà il dialogo tra sistema museale e mondo della scuola. Docenti e referenti scolastici potranno incontrare direttamente gli operatori museali, approfondire progetti e possibilità di collaborazione e partecipare a workshop e laboratori dedicati.
Tra gli ospiti già confermati figurano professionisti provenienti da importanti realtà culturali italiane: Chiara Pellicciari, responsabile dei Servizi Educativi dei Musei Civici di Reggio Emilia e di Didart; Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei; e Federica Novali, coordinatrice dei Servizi Educativi della stessa fondazione.
Con Edu Didaday - Musei Toscani, il Comune di Siena rafforza il proprio impegno nelle politiche culturali orientate all’inclusione, all’accessibilità e all’educazione permanente, promuovendo una collaborazione sempre più stretta tra musei, scuola, istituzioni e mondo sociale.











































