SIENA, 80 NEGOZI IN MENO NEL CENTRO STORICO IN 13 ANNI

News inserita il 18-03-2026 - Attualità Siena

Dati Confcommercio: calano le attività commerciali tradizionali mentre crescono turismo e ristorazione. "Serve intervenire subito"

Pracchia

Pracchia: "Commercio: il rischio è che una categoria sparisca. Non lo permetteremo"

Negli ultimi tredici anni il centro storico di Siena ha perso circa 80 attività di commercio al dettaglio. È quanto emerge dall’analisi del Centro Studi Confcommercio, che fotografa una trasformazione profonda del tessuto economico urbano.

Nel 2012 le imprese commerciali nel cuore della città erano 322, scese a 242 nel 2025. Un calo significativo che si registra anche fuori dalle mura, dove le attività sono passate da 381 a 312. Il trend, sottolineano gli esperti, era già evidente prima della pandemia: nel 2019 le imprese erano infatti già diminuite a 293 in centro.

A fronte della contrazione del commercio tradizionale, cresce il comparto legato a turismo e ristorazione. Nel centro storico si è passati da 218 attività tra bar, ristoranti e strutture ricettive nel 2012 a 252 nel 2025, anche se il ritmo di crescita appare oggi più contenuto rispetto al passato. Fuori dal centro, invece, il settore continua a espandersi.

Una dinamica che riflette cambiamenti strutturali nei consumi e nello stile di vita. “Sta scomparendo una tipologia di impresa e non possiamo permetterlo”, avverte Daniele Pracchia, direttore di Confcommercio Siena.

Tra le principali cause vengono indicate la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, l’aumento dei costi fissi, gli affitti elevati e la crescente concorrenza dell’e-commerce. A pesare anche fattori più ampi, come le politiche urbanistiche, la mobilità e la mancanza di strategie integrate a sostegno del commercio.

“Non è un fenomeno isolato – aggiunge Pracchia – ma diffuso a livello nazionale. Le soluzioni esistono, ma serve agire subito con strumenti concreti: credito agevolato, promozione, accessibilità, formazione e una regolazione degli affitti”.

Il commercio al dettaglio a Siena

Entrando nel dettaglio delle singole voci del commercio al dettaglio, gli esercizi non specializzati sono 9 in centro e 13 fuori nel 2025, erano 13 de 26 nel 2012 e 12 e 19 nel 2019. I prodotti alimentari e bevande sono 36 in centro e 48 fuori nel 2025, erano 44 e 41 nel 2012, 42 e 51 nel 2109. Quindi sono aumentati nel confronto 2025-2012, ma diminuite se mettiamo insieme 2025-2019. I tabacchi sono 21 in centro e 28 fuori nel 2025, nel 2012 erano 21 in centro (numero invariato) e 34 fuori, il 2019 invece metteva in luce 22 tabacchi in centro e 27 fuori. Le farmacie sono diminuite rispetto al 2019. Oggi se ne contano 9 in centro e 12 fuori, erano 10 in centro e 11 fuori nel 2012, mentre nel 2019 erano 10 e 16, le più alte in questi 13 anni. Computer e telefonia sono schizzate verso l’alto rispetto al 2012 e poi rispetto al 2019 almeno in centro sono diminuite. Nel dettaglio: nel 2025 se ne contano 6 in centro e 12 fuori, nel 2012 sono 3 e 5, nel 2019 ce ne sono 9 in centro e 8 fuori. Mobili e ferramenta sono in netto calo: 23 in centro e 36 fuori nel 2025, 32 e 52 nel 2012, 31 e 40 nel 2019. Anche libri e giocattoli in netto calo: nel 2025 se ne contano 11 in centro e 18 fuori, nel 2012 erano 27 e 20, nel 2019 se ne contavano 17 e 19. Altro crollo verticale per le edicole. Nel 2025 se ne contano solo 5 in centro e 10 fuori dal centro a Siena. Nel 2012 erano 11 e 25. Nel 2019 ce ne erano 5 e 13: le differenze sono notevoli. Anche abbigliamento e calzature fortemente ridimensionate. Nel 2025 se ne contano 48 in centro e 29 fuori, nel 2012 erano 72 in centro e 42 fuori, mentre nel 2019 61 in centro e 43 fuori. In questo settore quindi il centro già soffriva 6 anni fa, prima del Covid quando però le zone fuori dal centro avevano visto comunque un aumento, se pur piccolo. Diminuzione sì, ma non drammatica, per profumerie, fiorai, gioiellerie che sono 65 in centro e pure fuori nel 2025, erano rispettivamente 74 e 82 nel 2012, mentre erano 71 e 75 nel 2019. I distributori che vendono carburante sono chiaramente spariti dal centro, nel 2012 ce ne erano ancora 2, e sono fortemente diminuite anche fuori: oggi se ne contano 9. Nel 2012 erano 1 e 12, mentre nel 2029 erano già sparite in centro, ma fuori se ne contavano 16. Il commercio al dettaglio ambulante oggi conta 8 attività in centro e 20 fuori, ce ne erano 8 in centro e 15 fuori nel 2012, nel 2019 erano rispettivamente 10 e 20. Leggero calo anche per l’e commerce, i porta a porta e i distributori automatici: ce ne è uno solo in centro nel 2025 e ce ne sono 11 fuori. Nel 2012 erano rispettivamente 2 e 9, nel 2019 3 e 14.

Alberghi, bar, ristoranti a Siena

Come detto sono in crescita sia rispetto al 2012 che al 2019, ma il trend negli ultimi anni è sicuramente meno esplosivo. Se contiamo 252 imprese in totale di questa categoria nel 2025 in centro, fuori ce ne sono 319, invece nel 2012 erano 218 e 282. Passando al 2019 i numeri ci dicono di 253 attività in centro e 306 fuori dal centro. Quindi anche in questa sezione le imprese nel centro storico attualmente sono diminuite anche se di una sola unità.

Andando nel dettaglio, sono 22 gli alberghi in centro nel 2025 e 22 fuori. Nel 2012 erano 15 in centro storico e 19 fuori. Nel 2019 invece ce ne erano 17 e 19. Altre forme di alloggio, tutte in crescita: 55 in centro e 105 fuori nel 2025, mentre se ne contavano 43 e 75 nel 2012. Nel 2019 si era già saliti a 51 e 101, dopo la crescita si è rallentata. I bar nel 2025 sono 52 in centro e 63 fuori. E’ una attività che va a sparire, pure questa. Nel 2012 ce ne erano 67 in centro e 77 fuori, nel 2019 ce ne erano 62 in centro storico e 72 fuori. Articolato il discorso per i ristoranti, in crescita fuori dal centro in modo deciso, ma non in centro rispetto al 2019. Nel 2025 ce ne sono 87 in centro e 107 fuori. Nel 2012 ce ne erano 78 in centro e 85 fuori, mentre nel 2019 se ne contavano 95 in centro e 85 fuori. Quindi dal 2019 al 2025 è il centro di Siena che perde attività di ristorazione a favore delle aree esterne. Un elemento davvero importante su cui aprire una riflessione legata alla capacità di spesa delle persone, alle abitudini di consumo rispetto agli ambienti che vengono vissuti, nonché alla fruizione del centro storico. Una riflessione tanto più importante se la si mette a confronto con il dato di rosticcerie, gelaterie, pasticcerie che sono in aumento in centro storico, ma non fuori, anche rispetto al 2012. Nello specifico, se ne contano 38 in centro e 22 fuori nel 2025. Invece, ce ne erano 15 in centro e 26 fuori nel 2012, mentre nel 2019 i numeri dicevano 28 in centro e 29 fuori.

Le proposte del progetto Cities Confcommercio

La desertificazione commerciale impoverisce il tessuto economico e sociale delle città: negozi e servizi di prossimità sono infatti essenziali per vivibilità urbana, sicurezza e coesione delle comunità. Per contrastare questo fenomeno e rafforzare le politiche di rigenerazione urbana valorizzando il ruolo del terziario di mercato, Confcommercio promuove il progetto Cities. Queste le principali proposte concrete su cui la Confederazione, anche alla luce della consolidata collaborazione con ANCI, chiede a Sindaci e Assessori di avviare un confronto costruttivo: riconoscere le imprese di prossimità come attori del governo urbano, integrare politiche di sviluppo economico e urbanistica, dotarsi di strumenti di conoscenza, disciplinare l’offerta commerciale nelle aree sensibili, gestire attivamente i locali sfitti.

Quadro nazionale

Tra il 2012 e il 2025, in Italia, sono spariti 156mila punti vendita del commercio fisso e ambulante, in crescita solo le attività di alloggio e ristorazione (+19mila). Nello stesso periodo, nel commercio, negli alberghi e nei pubblici esercizi diminuiscono le imprese a titolarità italiana (-290mila) e crescono quelle straniere (+134mila). In termini di nuova occupazione, l’incremento maggiore è degli stranieri con +194mila occupati (gli occupati italiani +157mila). Cresce tuttavia la dimensione media delle imprese italiane (da 2,4 a 3 addetti per impresa), mentre quelle guidate da imprenditori stranieri restano più piccole e diffuse (da 1,9 a 1,7 addetti) e crescono anche le società di capitale (dal 9% al 17% nel commercio al dettaglio e dal 14,2% al 30,6% nell’alloggio e ristorazione) mentre diminuiscono tutte le altre forme societarie.

La variazione dell’indice delle vendite al dettaglio tra il 2015 e il 2025 segna uno 0,0% per le piccole superfici e un +187% per l’online. Nei centri storici chiudono più negozi che nelle periferie, sia al Centro-Nord che nel Mezzogiorno. Si riducono le attività tradizionali (commercio al dettaglio, ambulanti, alberghi) e aumentano i servizi: b&b e affitti brevi, in particolare, segnano un vero e proprio boom (+290,6% al Sud, +147,5% al Centro-Nord).

Sul calo dei bar e la crescita dei ristoranti incide il cambio di codice di molte attività che si spostano sulla somministrazione propriamente detta. Focus categorie nei centri storici 2012-2025:

Edicole -51,9%

Carburanti -42,5%

Abbigliamento -36,9%

Mobili, ferramenta -35,9%

Libri e giocattoli -32,6%

Altri alloggi +184,4%

Ristoranti +35%

Rosticcerie, gelaterie, pasticcerie +14,4%

Farmacie +9,8%

Computer-telefonia +7,9%

A livello territoriale, le regioni del Centro-Nord evidenziano le maggiori perdite di esercizi al dettaglio in sede fissa, mentre al Sud si registra una maggiore tenuta.

 

 

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