La protesta promossa dalla FIT-CISL: al centro della mobilitazione le condizioni di salute e sicurezza all'interno della struttura

SIENA - I lavoratori della sede GLS di Siena hanno incrociato le braccia nella giornata di oggi per richiamare l'attenzione su un tema ritenuto prioritario: la sicurezza sul lavoro. La mobilitazione, promossa dalla FIT-CISL, non riguarda aspetti economici o contrattuali, ma le criticità che, secondo il sindacato e i dipendenti, continuano a interessare il magazzino nonostante le ripetute segnalazioni effettuate nel tempo.
Lo sciopero arriva dopo la sottoscrizione di accordi di secondo livello giudicati particolarmente favorevoli per il personale della sede senese. Proprio per questo, sottolinea il sindacato, la protesta assume un significato ancora più rilevante: l'obiettivo è ottenere interventi concreti sulle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.
Secondo il segretario della FIT-CISL Siena, Carlo Pane, la situazione sarebbe giunta a una fase di stallo che rende necessario un segnale forte. La mobilitazione odierna punta quindi a portare la questione all'attenzione dell'azienda e dell'opinione pubblica.
Da parte di GLS e dell'azienda appaltatrice è stata manifestata disponibilità al dialogo, con l'annuncio dell'apertura di un tavolo di confronto finalizzato a individuare soluzioni alle problematiche segnalate. La FIT-CISL auspica che dall'incontro possano emergere in tempi rapidi risposte concrete e interventi immediati per garantire condizioni di lavoro adeguate all'interno del magazzino.
Il sindacato avverte però che, in assenza di risultati tempestivi, non si escludono ulteriori iniziative di mobilitazione a tutela dei driver e degli addetti di magazzino. «La sicurezza – ribadisce la FIT-CISL – non è materia di trattativa, ma un diritto dei lavoratori e un dovere che coinvolge tanto i dipendenti quanto l'azienda».
Carlo Pane ha inoltre espresso rammarico per la mancata adesione alla protesta da parte di altre organizzazioni sindacali. «Quando si parla di un diritto fondamentale e costituzionalmente garantito come la sicurezza sul lavoro – afferma – sarebbe auspicabile una partecipazione unitaria, evitando differenze e diseguaglianze tra lavoratori che operano nelle stesse condizioni all'interno della medesima sede».






































