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SEQUESTRO DI MATERIALE NON SICURO AL MERCATO DI POGGIBONSI, 50ENNE SANZIONATA

News inserita il 13-08-2019

Continua l’attività di monitoraggio dei finanzieri del Comando Provinciale di Siena a contrasto della contraffazione, dell’abusivismo commerciale e della sicurezza dei prodotti.
In tale contesto l’attività svolta dai finanzieri nell’ambito dei servizi volti al controllo economico del territorio, inserita anch’essa nel piano di intensificazione dei controlli estate 2019, ha portato al sequestro di circa 900 accessori per l’acconciatura dei capelli non rispondenti ai requisiti minimi della sicurezza.
Nell’ambito del mercato settimanale di Poggibonsi, è stata individuata una imprenditrice cinquantenne che aveva posto in commercio accessori in plastica e stoffa, non rispondenti ai dettami previsti dal “Codice del Consumo”, in quanto sprovvisti delle informazioni minime identificative del prodotto che debbono essere presenti, in modo visibile e leggibile, sulle confezioni o sulle etichette degli stessi, quali il produttore o importatore, il Paese di origine e la natura dei materiali impiegati per la loro realizzazione.
La presenza di queste informazioni garantisce al consumatore la consapevolezza di ciò che sta acquistando e soprattutto la sicurezza per la salute nell’utilizzo del prodotto. Tali indicazioni sono obbligatorie e vincolano la commercializzazione dei beni su tutto il territorio nazionale.
All’imprenditrice non in regola dopo il sequestro amministrativo dei prodotti non conforme alla normativa vigente è stata comminata una sanzione amministrativa da 516 a 25.823 euro.
L’azione preventiva e repressiva attuata dalla Guardia di Finanza a tutela della sicurezza dei prodotti in commercio, coerentemente alle linee di indirizzo impartite dall’autorità di vertice del Corpo, tende anche a ridurre gli effetti distorsivi sul mercato derivanti dal commercio di prodotti illeciti a basso costo, a vantaggio di tutte le imprese che pongono in vendita prodotti sicuri provvisti di regolare etichettatura e che pertanto subiscono gli effetti di una concorrenza sleale. L’attività svolta testimonia ancora una volta il costante sforzo operativo del Corpo alla salvaguardia della legalità economica.

 

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