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SCARAMELLI: "BASTA RITARDI SUI MONOCLONALI, SERVE CABINA DI REGIA DEDICATA"

News inserita il 08-06-2021 - Attualità

Presentata la Risoluzione sull’organizzazione della fase di sperimentazione per la realizzazione del farmaco toscano anti-Covid a base di anticorpi monoclonali, come cura per sconfiggere il virus

“La Toscana deve e può fare di più; deve fare la Toscana e accelerare nella sperimentazione dell’anticorpo monoclonale anti Covid19”. A dirlo Stefano Scaramelli (Italia Viva), vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, che ha presentato una risoluzione in merito all’organizzazione della fase di sperimentazione per la realizzazione del farmaco anti-Covid a base di anticorpi monoclonali umani come cura per sconfiggere il virus.

“La cura al Coronavirus passa - dice Scaramelli - dall'ultima fase della sperimentazione del farmaco creato a Siena grazie a TLS e all'opera di Rino Rappuoli. Oggi chi si ammala di Covid può in via volontaria essere sottoposto alla cura entro 72 ore. Ma serve coordinare, monitorare e organizzare questo lavoro. Occorre che la collaborazione tra le ASL e le Aziende universitarie toscane sia reale, serve coinvolgere i medici di base, il volontariato e i Dipartimenti della prevenzione. Serve informazione ed organizzazione. Serve fare in fretta per evitare altre morti e salvare più vite possibili”.

Scaramelli nella risoluzione chiede al presidente Giani di attivare una cabina di regia preposta per l’organizzazione della somministrazione del farmaco. “È indubbio - aggiunge Scaramelli - che i ritardi dell’autunno scorso, novembre 2020, siano ingiustificabili. In quella fase non dipendevano dalla Regione Toscana, adesso che siamo alla fase 2 e 3 i ritardi sulla sperimentazione, strettamente legati alla nostra sanità regionale, sarebbero imperdonabili. I nostri laboratori, i nostri scienziati, hanno dimostrato che la Toscana è una terra straordinaria. La politica sia alla loro altezza, contribuisca alla ricerca e alla cura perché può. Non solo a parole, ma nei fatti. Serve sapere - conclude Scaramelli - chi fa cosa, assumersi responsabilità e sentire propria questa sfida”.

 

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