Una disciplina che coinvolge scuole, privati, giovani e meno giovani. E il 3 ottobre riprendono i corsi della Mensa Sana

Gli scacchi a Siena stanno crescendo. Un dato di fatto che coinvolge scuole, privati, giovani e meno giovani in una disciplina che ha grandi benefici. Il 3 ottobre riprendono i corsi della Mensa Sana Scacchi. Parliamo con il presidente Alessandro Patelli, maestro italiano molto reputato e grande trascinatore che con entusiasmo guida questo nuovo impulso scacchistico.
Patelli, nella sua carriera agonistica, quali sono i momenti che ricorda con più piacere? E ci può raccontare degli aneddoti che le vengono in mente?
"Ricordo quando ho vinto in modo del tutto inaspettato il titolo di Campione Italiano delle prime categorie nazionali, nel lontano 1982. Era il mio primo torneo come prima nazionale e pensavo che fossero tutti più forti di me. Così feci particolare attenzione a non commettere errori. Fu l’atteggiamento che corresse un grave difetto che avevo avuto fino a quel momento e di cui non mi ero pienamente reso conto: l’impulsività. Finii per vincere il torneo. Poi nel 1999, quando sono arrivato 2° ex aequo nel torneo internazionale di Mendrisio, in Svizzera, a cui partecipavano ben 10 Grandi Maestri e decine di Maestri Internazionali, battendo fra gli altri due ex campioni italiani e pareggiando con un mio idolo del momento: il Grande Maestro Cvitan, campione di Croazia. Ricordo inoltre con molto piacere la vittoria col Maestro Internazionale Tomescu, nel 2006, che aveva avuto atteggiamenti non proprio gentili con me in passato,
trattandomi un po’ dall’alto in basso, per così dire. Quella vittoria garantì a Siena l’accesso alla prestigiosa serie “Master”. a Mendrisio. Doppia soddisfazione, quindi! Infine, non mi dimenticherò mai le parole scambiate con dei miti assoluti della storia degli scacchi come Tal e Spassky, che mi trattarono con estrema gentilezza. Al tempo avevo appena 16 anni: due veri e grandi signori di cui serbo un ricordo
splendido".
Fra gli eventi che lei organizza per Mens Sana Scacchi, quale l'ha colpita di più e come mai?
"Se ne devo scegliere uno, mi viene in mente “Nella mente dei campioni”, un format a cui ho pensato 2 anni fa e che cercherò sicuramente di ripetere in futuro. Due fortissimi giocatori (il nostro Francesco Bettalli e il fortissimo Maestro Internazionale tedesco Christian Seel, al tempo ospite a Siena del Professor Paolo Pin, col quale collaborò ad un lavoro di ricerca) invitati a giocare una partita fra di loro, seguiti da un pubblico di appassionati. Ogni 10 mosse i due, a turno, commentavano al pubblico ciò che era appena successo e ciò che pianificavano potesse accadere subito dopo. Ovviamente feci in modo che nessuno dei due potesse ascoltare l’altro mentre parlava, facendolo semplicemente accomodare in un’altra stanza. A detta di molti, fu un’esibizione di interesse straordinario. Per la cronaca, Francesco vinse brillantemente, dimostrando una comprensione della posizione decisamente superiore".
Quali sono i vantaggi di giocare a scacchi, per bambini e anche per adulti e persone mature?
"Chi mi conosce sa quanto io creda nei benefici della pratica del gioco degli scacchi, a qualsiasi livello ed età. E credo che chi si sia avvicinato alle nostre iniziative un po’ più da vicino, nelle scuole e nei corsi che abbiamo organizzato nel tempo, lo possa confermare. Soprattutto al giorno d’oggi, dove ci stiamo abituando pericolosamente ad ottenere subito qualsiasi risposta, ci sentiamo potenti, ma piano piano, inconsapevolmente, perdiamo sempre più il senso critico e la capacità di analizzare le informazioni in modo davvero approfondito, vedo negli scacchi un vero baluardo, un’ancora di salvezza.
Grazie al piacere che prova chi si appassiona al nostro bellissimo gioco, ci addentriamo in un mondo dove ancora la fantasia e la nostra capacità di immaginazione sono autentiche e non surrogate dalla tecnologia.
Penso che sia questo il motivo per il quale gli scacchi stanno vivendo, ormai da 4 anni, un boom mai visto prima. Si pensi che in Italia è stimato che ci siano 15 milioni di persone che giocano saltuariamente e, di questi, circa 3,6 milioni che giocano frequentemente, più volte a settimana (fonte FSI, Federazione Scacchistica Italiana)".
Cosa pensa degli youtuber scacchisti e della presenza degli scacchi sui social? E quali sono le figure più iconiche adesso e nella storia degli scacchi?
"Senza girarci troppo attorno, trovo che sul web ci siano molti millantatori che cercano di apparire esperi, ma non lo sono affatto. Chi è davvero competente se ne accorge immediatamente. Ma chi invece non lo è può facilmente cadere nella trappola. D’altra parte, sulla rete ci sono, per fortuna, anche molti personaggi davvero molto competenti, che è un vero piacere, oltre che utile, seguire. Inoltre la presenza di “incantatori di folle” è un indicatore della grande diffusione che sta avendo il nostro gioco e, da questo punto di vista, deve essere visto come un ottimo segnale. Altro vantaggio, comunque, è che dei contenuti multimediali accattivanti, anche se con qualche difetto di fondo, possono comunque servire ad attrarre un numero sempre maggiore di appassionati. Forse noi maestri non dovremmo essere troppo intransigenti e “gelosi” con loro".
Cosa accade ad uno scacchista abituato a giocare online quando inizia a giocare dal vivo?
"Ecco, qui si vedono spesso gli effetti degli youtuber e del gioco virtuale. Alcuni, giocando online, pensano di essere già diventati esperti, ma quando si avvicinano al gioco “vero”, quello sulla scacchiera, dove ci sei siete solo tu e l’avversario, e il cellulare deve starsene spento, subiscono forti disillusioni, accorgendosi del fatto che, come in tutte le discipline, ci vuole tempo ed esperienza per migliorare davvero. Purtroppo alcuni di loro non riescono a superare questo trauma e smettono quasi subito, il che è un peccato. Altri invece colgono il messaggio in modo costruttivo: su di loro gli scacchi hanno già iniziato a fare un effetto
benefico!"
Domanda classica : Ma AI è imbattibile a scacchi?
"La risposta sembra ovvia: certo! Ma occorre distinguere due impieghi distinti: per giocare e analizzare posizioni e, invece, per insegnare. Sono due cose completamente diverse e, mentre nella prima, il gioco, i
cosiddetti “motori di analisi” come ad esempio Stockfisch, sono davvero imbattibili per chiunque, nella seconda le principali piattaforme di IA conosciute, come Gemini o ChatGPT, oltre a giocare (per il momento) malissimo, quando si avventurano in spiegazioni, danno l’illusione di essere molto competenti, ma un occhio esperto si accorge bene che stanno solo “scimmiottando” lo stile dei migliori commentatori, ma spesso i contenuti non sono assolutamente all’altezza della situazione".
Sarà così per sempre? Forse abbiamo trovato un campo in cui la IA non potrà MAI eguagliare le capacità di analisi e comunicazione dell’uomo?
"Non illudiamoci, in fondo la IA è agli albori ed è ragionevole pensare che sia solo una questione di tempo.
Per il momento, comunque, il mio consiglio è: se volete davvero conoscere e capire gli scacchi rivolgetevi a “veri” maestri (sul sito della Federscacchi, sotto la voce “struttura” potete verificare la categoria e il titolo di istruttore di qualsiasi tesserato) e possibilmente in presenza. Non dimentichiamoci che le capacità di comunicazione che abbiamo, frutto di una evoluzione lunghissima, vanno ben oltre quelle che possono trasmetterci uno schermo e un auricolare!"
Annalisa Coppolaro







































