Il centrocampista bianconero verso il debutto in Coppa Italia con la Rondinella: «Siamo una squadra forte, possiamo far divertire. Con l’aiuto dei tifosi può essere un anno molto importante»

Piergiorgio Sabelli è pronto a iniziare la sua nuova avventura con la maglia del Siena. Dopo le settimane di preparazione, il centrocampista bianconero traccia un primo bilancio dell’esperienza senese e guarda già al debutto ufficiale di domenica contro la Rondinella in Coppa Italia.
Nuova squadra e nuova città. Come ti stai trovando a Siena e con i tuoi nuovi compagni?
«Ho trovato un bell’ambiente, con tanto entusiasmo, anche grazie a come la squadra ha concluso la passata stagione.

La preparazione ormai è alle spalle. Che lavoro avete fatto e come arriva la squadra alla sfida di Coppa Italia contro la Rondinella?
«È stata una preparazione intensa. Abbiamo lavorato molto e siamo stati anche fortunati ad avere quei cinque giorni in Svezia, dove abbiamo trovato un clima più piacevole che ci ha permesso di faticare senza il grande caldo che c’era qui. Abbiamo lavorato soprattutto sui concetti del mister. Un po’ di fatica nelle gambe si sente ancora, ma adesso arriva il bello e non vediamo l’ora di cominciare».
Anche dalle amichevoli sono arrivate buone indicazioni. Che Siena sta nascendo?
«Siamo contenti e, per certi versi, anche sorpresi di esserci trovati così bene fin da subito. Sicuramente ci ha aiutato il fatto che gran parte del gruppo dello scorso anno sia rimasto. Molti giocatori conoscevano già i concetti del mister e hanno aiutato noi nuovi a inserirci velocemente. Le sensazioni sono positive, anche se sappiamo che le amichevoli contano fino a un certo punto. La stagione vera comincia domenica e dovremo cercare di confermarci su questi livelli».
Il campionato si presenta molto equilibrato, con squadre importanti come Lucchese, Ternana e Prato. Che girone ti aspetti?
«Penso che quest’anno non ci sia una vera corazzata come poteva esserci nella passata stagione. Ci sono però quattro o cinque squadre che possono lottare per vincere il campionato. Ed è anche questo il bello: sarà ancora più entusiasmante giocare in certi stadi e davanti a tifoserie importanti. Noi dovremo farci trovare pronti».
Quale potrebbe essere la quinta squadra da inserire tra le possibili protagoniste?
«Direi una tra Seravezza e Follonica. Sono società che costruiscono sempre squadre di livello e riescono spesso a fare bene. Magari alla vigilia non partono dichiaratamente per vincere, ma possono ritrovarsi in alto. Lo abbiamo visto anche nella scorsa stagione, quindi non le escluderei a priori».
Cosa manca a questo Siena per diventare, con il passare delle settimane, una delle squadre da battere?
«Siamo un gruppo giovane e durante il campionato potrebbero esserci anche momenti più delicati. Naturalmente speriamo che vada sempre tutto bene, ma sappiamo che in una stagione possono arrivare delle difficoltà. In quei momenti bisognerà essere bravi a reagire. L’esperienza conta molto e noi giocatori un po’ più esperti dovremo aiutare i giovani a capire che non bastano soltanto tecnica e qualità: per vincere serve anche qualcosa in più».
L’obiettivo del Siena è arrivare più in alto possibile. Qual è invece il tuo obiettivo personale?
«Sono venuto qui per vincere di nuovo. Voglio vivere una bella vittoria e poi, magari, restare per giocare la Serie C con il Siena. A livello personale cercherò di dare il massimo per aiutare la squadra. È normale voler segnare il più possibile e fare tanti assist, ma il vero obiettivo è vincere tutti insieme».
Il riferimento alla vittoria riguarda anche quanto accaduto dopo la scorsa stagione con il Grosseto?
«Sì. È stato un addio un po’ chiacchierato e non siamo riusciti a goderci la vittoria come avremmo dovuto per alcuni fattori esterni. Per questo vorrei vincere ancora, ma questa volta godendomi fino in fondo il successo».
Per quanto riguarda invece il tuo addio al Grosseto, cosa è successo?
«Dopo l’iscrizione del Grosseto in Lega Pro non è stato trovato un accordo tra me e la società. A quel punto ho preso un’altra decisione, scegliendo Siena. Da qualcuno questa scelta non è stata presa bene, ma quello che pensano gli altri non mi interessa. Chi mi conosce sa come sono andate le cose».
Avresti preferito che la separazione avvenisse in maniera diversa?
«Probabilmente sì. Ma ormai fa parte del passato. Chi mi conosce sa la verità e per me è questo quello che conta».
Il mister ti sta provando in diverse posizioni del centrocampo. Come ti trovi?
«Ne avevamo parlato. Il mister aveva visto diverse mie partite della scorsa stagione e sapeva che avevo giocato in più posizioni a centrocampo. Mi ha chiesto la disponibilità a farlo anche qui e per me non c’è alcun problema. In carriera ho ricoperto praticamente tutti i ruoli del centrocampo, quindi sono a disposizione della squadra».
Dopo il campionato disputato lo scorso anno avrai avuto anche altre offerte. Perché hai scelto proprio Siena?
«Il Siena è stata la prima società in assoluto a cercarmi dopo la fine del campionato e ha fatto subito di tutto per convincermi. Poi credo che questa sia una delle piazze più belle d’Italia. Dopo tre anni nello stesso posto non è semplice cambiare città, squadra e abitudini, ma qui ho ritrovato immediatamente gli stimoli di cui avevo bisogno per iniziare una nuova avventura. Siena, sia come città sia come società, rappresenta tanto a livello nazionale. Per questo non ho dovuto pensarci troppo».
Anche il primo impatto con la città è stato positivo?
«Assolutamente sì».
Un messaggio ai tifosi del Siena in vista dell’inizio della stagione?
«Spero che vengano allo stadio il più possibile, perché questa è una squadra forte e penso che possa far divertire. Con l’aiuto del pubblico e dei nostri tifosi può diventare un anno davvero molto importante».
L.C.









































