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ROBUR SIENA-AREZZO: UNA BATTAGLIA IN QUELLA MALEDETTA GIORNATA DI OTTOBRE

News inserita il 17-10-2019 - Robur

La guerra, quella fittizia, combattuta tra due squadre di calcio è l’unica che vale la pena descrivere veramente

Svegliarsi quella mattina di ottobre non è mai come farlo in qualsiasi altro giorno. Il venticello fresco che accarezza il viso, un aereo che squarcia le nuvole autunnali in un cielo dal colore grigiastro, la tensione che si sente nell’aria: è il giorno del derby. Alla televisione passano immagini terribili di una guerra inutile, lontana ma così vicina, che va avanti da ormai troppo tempo. La nostra battaglia, invece, comincerà quel pomeriggio. Il “Rastrello” è sotto assedio, l’esercito amaranto è alle porte e pronto a scagliarsi con tutte le sue forze alla conquista del nostro fortino. Gli schieramenti si osservano, si studiano, ma nessuno sembra pronto ad affondare il colpo preferendo aspettare con ansia un passo falso dell’avversario. I “soldati” in campo si respingono a vicenda lasciando praticamente inoperose le retroguardie, le prime linee hanno le polveri bagnate, ma all’improvviso ecco che avviene l’impensabile: l’offensiva aretina trae in inganno l’armata bianconera ed una cannonata sfonda improvvisamente il muro difensivo senese. I “nemici” avanzano inesorabili alla conquista del campo, dobbiamo riordinare le idee e raccogliere le forze altrimenti saranno guai. Perdere oggi significherebbe piegarsi ai nemici di una vita, gli antagonisti di una storia intera. Le controffensive non portano risultati, solo qualche breve sussulto dato più che altro dalla frenesia di raddrizzare un conflitto che sta per vederci cadere. Qualcuno già depone le “armi”, altri abbandonano mestamente il campo, altri ancora fissano il vuoto pietrificati da quello che sarebbe accaduto da li in avanti ma, come ci insegnano i nostri avi latini, “Spes Ultima Dea”. Proprio mentre la ritirata appare inevitabile, un veloce affondo degli uomini in bianco-nero abbatte la retroguardia aretina e riconquista il campo sotto le grida di gioia di un popolo intero. Finisce così, senza vincitori né vinti, come chi si trova al fronte di una guerra come tante, una guerra che non ha ragione di esistere. Come in quella maledetta giornata di ottobre.
Siena-Arezzo 1-1: la guerra, quella fittizia, combattuta tra due squadre di calcio è l’unica che vale la pena descrivere veramente.

Marco Del Grande

 

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