Semia Green (Gruppo Iren) investe 4,5 milioni: fino a 200mila pannelli l’anno recuperati per l’economia circolare

Un nuovo tassello per l’economia circolare e la gestione sostenibile delle energie rinnovabili. Nell’area industriale di Rapolano Terme, in provincia di Siena, è stato presentato il nuovo impianto per il riciclo dei pannelli fotovoltaici realizzato da Semia Green, partecipata da Sienambiente.
La struttura, frutto di un investimento di 4,5 milioni di euro, rappresenta il primo impianto di questo tipo in Toscana. A regime potrà gestire fino a 9.000 tonnellate di pannelli fotovoltaici a fine vita all’anno, equivalenti a circa 200 mila moduli, consentendo il recupero di materiali come alluminio, vetro, silicio e rame destinati a essere reimmessi nei cicli produttivi.
All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, il sindaco di Rapolano Terme Alessandro Starnini e i vertici del Gruppo Iren.
«Questo impianto rappresenta un orgoglio per la Toscana e dimostra come lo sviluppo industriale possa procedere insieme alla sostenibilità ambientale», ha dichiarato Giani durante la visita.
Secondo il presidente di Sienambiente Tiziano Scarpelli, il progetto unisce gestione dei rifiuti tecnologici e nuove opportunità occupazionali, con ricadute positive sul territorio.
Per l’amministratore delegato di Iren Ambiente Eugenio Bertolini, l’impianto rappresenta «un esempio concreto di urban mining applicato alle rinnovabili», capace di reimmettere nel sistema produttivo materiali anche ad alto valore.
Il settore del riciclo del fotovoltaico è destinato a crescere rapidamente: in Italia si stima che oltre 2,1 milioni di tonnellate di pannelli arriveranno a fine vita entro il 2050. Il nuovo stabilimento di Rapolano Terme consentirà di recuperare fino al 95% delle componenti dei moduli, attraverso processi meccanici di smontaggio del telaio, separazione del vetro e recupero di silicio, rame e materiali plastici.
Dopo l’attivazione della prima sezione nel 2025, una seconda linea entrerà in funzione nel 2026. A pieno regime l’impianto impiegherà circa 15 addetti tra operai, tecnici e personale amministrativo.





































