La raccolta fondi promossa dall'ex caposala e presidente ACOS ha ridato vita alla scultura nel parco dedicato a Lisa Serafini. Ospedale senese e comunità celebrano memoria e impegno civile

Una statua simbolo di cura e solidarietà torna ad abbracciare i visitatori del parco “Lisa Serafini” presso il lotto 4 dell’ospedale Santa Maria alle Scotte. Restaurata grazie a una raccolta fondi promossa da Marina Bossini, già caposala dell’ospedale e presidente della sezione senese di ACOS (Associazione Cattolica Operatori Sanitari), l’opera intitolata “L’abbraccio” è stata inaugurata in una cerimonia che ha unito istituzioni, familiari e amici.
Bossini, che ad agosto ha ricevuto la Medaglia di Civica Riconoscenza dal Concistoro del Monte del Mangia per il suo impegno professionale e sociale, ha voluto legare il restauro del monumento a questo prestigioso riconoscimento. Il progetto si inserisce nell’ambito delle iniziative dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese per migliorare gli spazi verdi e il benessere emotivo dei pazienti, familiari e operatori sanitari.
La cerimonia di restituzione alla comunità si è svolta negli spazi dell’ospedale alla presenza della direzione aziendale, dei familiari di Lisa Serafini, giovane infermiera scomparsa prematuramente nel 1998 mentre prestava servizio come volontaria in Africa, e di numerosi sostenitori dell’iniziativa.
Nel corso dell’incontro, il direttore generale dell’Aou Senese, Antonio Barretta, ha sottolineato il valore umano dell’iniziativa e l’importanza di spazi che favoriscano accoglienza e riflessione. Hanno inoltre preso la parola Francesco D’Ambrosio, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche che ha promosso la candidatura di Bossini alla medaglia, e altri relatori che hanno ricordato la figura di Serafini e la storia della scultura.
Un momento particolarmente sentito è stato quello dedicato all’autore dell’opera, il cardiochirurgo Carlo Sassi, ricordato con affetto dalla moglie Giuliana Pasquini e da monsignor Renzo Dainelli, parroco di Sant’Ansano a Marciano. Tutti i presenti hanno condiviso testimonianze sul valore della dedizione alla cura come scelta di vita, nel segno di chi, come Serafini, ha fatto dell’assistenza il proprio impegno più profondo.






































