A Siena fotografie, opere e documenti raccontano il “fare” dell’artista tedesco e il suo rapporto con natura, società e responsabilità collettiva

La figura e il pensiero di Joseph Beuys entrano negli spazi del Santa Maria della Scala con “Remember Joseph Beuys”, la mostra inaugurata sabato 12 settembre alla presenza del sindaco di Siena Nicoletta Fabio. Il progetto espositivo, allestito negli spazi della Corticella e visitabile dal 13 settembre al 15 novembre 2026, è dedicato a una delle personalità più radicali e influenti dell’arte del secondo Novecento.
Curata da Lorenzo Emanuele Metzler, con la curatela scientifica di Giorgio D’Orazio, la mostra nasce dalla progettazione e dall’ideazione di Lucrezia De Domizio Durini e vede il contributo artistico di Jacopo Pischedda. Il coordinamento è affidato alla responsabile del servizio Musei e collezioni civiche del Comune di Siena.
Al centro dell’esposizione c’è soprattutto il “fare” di Beuys. Fotografie di Buby Durini, opere, multipli, documenti e pubblicazioni provenienti dalla collezione privata di Lucrezia De Domizio Durini raccontano le azioni dell’artista tedesco, gli incontri e il rapporto diretto con le persone e l’ambiente. Un percorso nel quale il pensiero artistico diventa esperienza concreta e responsabilità nei confronti del mondo.
È proprio il tema della cura a creare uno dei principali punti di contatto tra Beuys e il Santa Maria della Scala. Il complesso senese è stato per secoli luogo di accoglienza, assistenza e relazione con la comunità; nell'elaborazione dell'artista tedesco, invece, la cura si estende alla natura, alla terra e alla società, assumendo una dimensione individuale e collettiva.
A questo rapporto è strettamente legato il nucleo della mostra dedicato alla “Difesa della Natura”. Nell’idea di Beuys, l’ecologia non poteva essere separata dall’essere umano: difendere la natura voleva dire intervenire, prendersene cura e assumersi una responsabilità, riconoscendo nella creatività uno strumento di trasformazione sociale. Le fotografie esposte documentano questa impostazione mostrando l’artista attraverso gesti, azioni, incontri e relazioni.
«Questa mostra trova nel Santa Maria della Scala una collocazione che ne rafforza profondamente il significato», ha dichiarato il sindaco di Siena Nicoletta Fabio, sottolineando il legame tra la storia del complesso, costruita intorno alla cura dell’uomo, all’accoglienza e alla comunità, e il pensiero di Beuys, che estende questa responsabilità alla natura, alla terra e alla società. Per Fabio, il dialogo tra questi due aspetti mette in relazione l’identità del Santa Maria della Scala con una riflessione artistica ancora capace di interrogare il rapporto tra individuo, comunità e ambiente. La cultura, ha aggiunto il sindaco, acquista valore quando diventa occasione di conoscenza, partecipazione e consapevolezza e non rimane confinata alla contemplazione.
Il progetto prende forma dall’esperienza e dalla memoria di Lucrezia De Domizio Durini, operatrice culturale e mecenate che per oltre cinquant’anni ha sviluppato un percorso umano e intellettuale legato a Joseph Beuys. La curatela del progetto senese è di Lorenzo Emanuele Metzler, mentre Giorgio D’Orazio firma la curatela scientifica e l’allestimento. L’iniziativa coinvolge inoltre l’Archivio Storico De Domizio Durini e beneficia del contributo della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala.
L'obiettivo, ha spiegato la responsabile Musei e collezioni civiche del Comune di Siena e coordinatrice della mostra, è consentire al pubblico di avvicinarsi a Beuys partendo dall’azione e non soltanto dall’oggetto artistico. In questa prospettiva, le fotografie di Buby Durini documentano l’artista mentre agisce, dialoga, incontra, insegna e interviene sul reale. Il “fare” diventa così pensiero e responsabilità, mentre la “Difesa della Natura” costituisce il punto di incontro tra arte, ecologia, pedagogia e società. La collocazione al Santa Maria della Scala, storicamente dedicato alla cura, contribuisce ad amplificare questa lettura.
Anche Lorenzo Emanuele Metzler sottolinea la dimensione narrativa del progetto curatoriale e il ruolo della collaborazione tra Lucrezia De Domizio Durini e Joseph Beuys. Insieme al curatore scientifico Giorgio D’Orazio, direttore de “Il Luogo della Natura” di Bolognano, in provincia di Pescara, sono state selezionate opere della collezione e dell’Archivio Storico De Domizio Durini riferite al periodo “italiano” di Beuys e all’operazione “Difesa della Natura”. Secondo Metzler, opere e documentazione fotografica mostrano il cambiamento introdotto da Beuys nel modo di percepire l’opera d’arte e il rapporto tra oggetto e messaggio. In questo quadro si inserisce anche l’opera-omaggio di Jacopo Pischedda, tributo alla simbologia e alla materialità di Beuys che mantiene al tempo stesso la pratica artistica dell’autore senese.
Il percorso comprende dieci gigantografie e trentadue fotografie di Buby Durini, ottenute dai negativi originali conservati nell’Archivio Storico De Domizio Durini. A queste si aggiungono opere originali, multipli, documenti e pubblicazioni. Tra i lavori esposti figurano “Gespräch – Il Dialogo” del 1976, opera unica di Beuys, “La Rivoluzione Siamo Noi”, “Clavicembalo” e il “Progetto Museo Joseph Beuys” del 1983.
Uno dei nuclei principali è riservato alla “Difesa della Natura” e al progetto del “Giardino Joseph Beuys”. A completare l’itinerario è l’omaggio contemporaneo di Jacopo Pischedda, pensato come testimonianza della capacità dell’eredità di Beuys di generare nuove letture e linguaggi.
L’inaugurazione ha preso il via nella Sala Italo Calvino con la conferenza stampa alla presenza del sindaco Nicoletta Fabio, del presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Cristiano Leone, dei responsabili e curatori del progetto, di Lucrezia De Domizio Durini e Giorgio D’Orazio. A seguire si è svolta la preview del percorso espositivo.
“Remember Joseph Beuys” è visitabile al Santa Maria della Scala dal 13 settembre al 15 novembre 2026.








































