PULLI E CUCCIOLI IN DIFFICOLTÀ: IL COMUNE STIPULA UNA CONVENZIONE CON "LA MARTORA"

News inserita il 07-07-2026 - Attualità Siena

Con l'associazione di Abbadia di Montepulciano: previsti soccorso, cura e reintroduzione in natura di pulli e cuccioli selvatici, con un contributo di 4 mila euro

La Giunta comunale di Siena ha approvato, nella seduta di martedì 7 luglio, lo schema di convenzione con l'associazione "La Martora" di Abbadia di Montepulciano per garantire, nel corso del 2026, il soccorso e l'assistenza ai pulli e ai cuccioli appartenenti alla fauna selvatica autoctona rinvenuti in difficoltà sul territorio comunale. La proposta è stata presentata dall'assessore all'Ambiente Barbara Magi.

L'accordo affida all'associazione un servizio continuativo per l'intero anno, comprendente il recupero degli animali, le cure veterinarie, la riabilitazione e, quando possibile, la successiva reintroduzione nel loro habitat naturale.

La convenzione prevede inoltre l'ospitalità temporanea degli esemplari che non possono essere liberati, destinandoli successivamente a progetti di conservazione, sensibilizzazione e attività didattiche, in collaborazione con la Regione Toscana. Tra gli impegni dell'associazione figura anche la gestione di un database elettronico contenente tutte le informazioni relative agli animali soccorsi, comprese specie, data del recupero, luogo del ritrovamento e soggetto che ha effettuato la consegna.

Per lo svolgimento delle attività il Comune riconoscerà all'associazione un rimborso spese pari a 4 mila euro per il 2026. La convenzione resterà in vigore fino al 31 dicembre dello stesso anno.

«Con questa convenzione – afferma l'assessore all'Ambiente Barbara Magi – confermiamo l'impegno dell'amministrazione comunale nella tutela della fauna selvatica e della biodiversità del nostro territorio. Il soccorso di pulli e cuccioli in difficoltà rappresenta un servizio fondamentale, perché consente di intervenire con tempestività e competenza a favore di animali feriti, orfani o vulnerabili, accompagnandoli in un percorso di cura e, quando possibile, favorendone il ritorno nel proprio ambiente naturale».

 

 

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