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PROCESSO MPS: "PROFUMO E VIOLA INGANNARONO PER IL PROFITTO DELLA BANCA"

News inserita il 08-04-2021 - Cronaca

È quanto hanno stabilito i giudici nelle motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Milano ha condannato a 6 anni gli ex dirigenti del Monte dei Paschi

Da Profumo e Viola un "inganno" per il "profitto della banca". È quanto hanno stabilito i giudici nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso ottobre il Tribunale di Milano ha condannato a 6 anni Alessandro Profumo e Fabrizio Viola imputati come ex presidente ed ex ad di Banca Mps. E' "ravvisabile un'intenzione d'inganno (...), giacché tale era il fine che animava il nuovo management, ossia rassicurare il mercato in vista dell'incetta di denari che si sarebbe da lì a poco perpetrata con gli aumenti di capitale", questo quanto si legge nelle motivazioni. Per i giudici "sussiste" pure un "ingiusto profitto, principalmente in favore della banca stessa, parsa navigare in migliori acque grazie al falso, che ne ha accresciuto la percezione di affidabilità". Secondo i giudici inoltre "l'organismo di vigilanza ha assistito inerte agli accadimenti, limitandosi a insignificanti prese d'atto, nella vorticosa spirale degli eventi (dalle allarmanti notizie di stampa sino alla débâcle giudiziaria) che un più accorto esercizio delle funzioni di controllo avrebbe certamente scongiurato. L'organismo di vigilanza - pur munito di penetranti poteri di iniziativa e controllo (...) ha sostanzialmente omesso i dovuti accertamenti".

 

 

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