Casa, bollette, trasporti e assicurazioni erodono oltre 9.300 euro l’anno a persona. "Servono interventi su tariffe e fiscalità per rilanciare la domanda interna"

"Percentuale spese obbligate su del 5,2%. E consumi giù. Urgente agire su tariffe e fisco"
Con il 42,2% della spesa totale delle famiglie italiane destinata a voci "obbligate", come casa, bollette, trasporti e assicurazioni, si restringe sempre di più lo spazio per i consumi discrezionali, mettendo in difficoltà settori come turismo, commercio e tempo libero. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sul periodo 1995-2025, rilanciata a livello locale dal direttore di Confcommercio Siena, Daniele Pracchia.
"Se quasi la metà del budget familiare è vincolato, è difficile immaginare una ripresa dei consumi – sottolinea Pracchia – È un tema prioritario su cui è necessario intervenire con urgenza, a tutti i livelli, per sostenere la domanda interna, abbattendo i costi fissi e difendendo il potere d’acquisto. Tari, energia, acqua: sono ambiti su cui anche i territori possono agire concretamente".
Secondo lo studio, nel 2025 la spesa media pro capite ammonterà a 22.114 euro, di cui oltre 9.300 euro saranno assorbiti da voci non comprimibili. L’abitazione si conferma la voce più onerosa, con 5.171 euro l’anno (+109 euro rispetto al 2024), seguita da carburanti e assicurazioni (2.151 euro) e dalle spese energetiche (1.651 euro).
A rendere la situazione ancora più critica è l’aumento dei prezzi delle spese obbligate: dal 1995 a oggi l’indice è cresciuto del 132%, più del doppio rispetto ai beni commercializzabili (+55%). Solo l’energia, ad esempio, ha visto i propri prezzi lievitare del 178% in trent’anni.
Se da un lato i servizi come ristorazione e tempo libero mostrano lievi segnali di ripresa (+134 euro pro capite), i beni tradizionali, alimentari inclusi, registrano invece un ulteriore calo (-57 euro).
“L’aumento delle spese obbligate è un freno concreto alla ripresa dei consumi – conclude Pracchia – È urgente intervenire su tariffe e fiscalità per ridare slancio al potere d’acquisto delle famiglie e rimettere in moto l’economia”.





































