In Piazza Pio II le sei contrade si contenderanno il Palio nel tradizionale Gioco del Cacio al Fuso. In programma anche cortei, musica e degustazioni

Pienza, 3 settembre 2026 – La Festa del Cacio di Pienza entra nel vivo in vista dell’appuntamento più atteso: domenica 6 settembre Piazza Pio II ospiterà il tradizionale Gioco del Cacio al Fuso, con i rappresentanti delle sei contrade impegnati nella sfida per conquistare il Palio 2026.
La manifestazione, dedicata a uno dei prodotti gastronomici simbolo della Val d’Orcia, è iniziata lunedì 31 agosto proprio sul terreno che ospiterà la gara. Per tre giorni bambini e adulti delle contrade Casello, Le Mura, Prato, Gozzante, Case Nuove e San Piero si sono allenati nel lancio delle forme di pecorino, cercando di avvicinarle il più possibile al fuso. Nella stessa piazza si sono svolte anche le prove dei Musici e degli Sbandieratori di Pienza. Dopo il torneo di briscola a gironi, il programma entra adesso nella sua fase più intensa.
Giovedì 3 settembre spazio a Caci&Calici, degustazione all'aperto in programma dalle 18 in Piazza Pio II, con biglietti acquistabili sul posto. L'iniziativa permetterà di assaggiare le proposte di pecorino e vino Orcia dei produttori locali. Seguirà la prima esibizione ufficiale dei Musici e degli Sbandieratori di Pienza. Nel corso della serata sono previsti anche la scelta delle forme da Gioco da parte dei capicontrada, la marchiatura e la presentazione del Palio realizzato da Alis Anghel.
Venerdì 4 settembre, alle 20, sarà invece il momento della cena delle contrade, appuntamento che riunirà diverse generazioni attorno alla tavola e sarà seguito da un dj set. Sabato e domenica i banchi della fiera animeranno il centro cittadino con prodotti e specialità enogastronomiche da degustare e acquistare.
Sabato 5 settembre la Festa del Cacio dedicherà una parte del programma ai più piccoli. Dalle 15.30 sono previsti il Corteo dei bambini, l'esibizione dei Musici e Sbandieratori Junior e una manche del Gioco del Cacio al Fuso riservata ai bambini. Alle 21 sarà invece il Chiostro di Palazzo Piccolomini a ospitare “Serenata a Pienza”, concerto a cura della Corale di Pienza “Benvenuto Franci”.
Il momento culminante arriverà domenica 6 settembre. Alle 10.30 prenderà il via la Contesa delle Pecore: i contradaioli dovranno condurre nel minor tempo possibile sei pecore libere, senza guinzaglio o altri supporti, da Piazza Dante Alighieri a Piazza Pio II. Il primo classificato porterà alla propria squadra un punteggio aggiuntivo. L'usanza, rimasta sospesa per quarant'anni, è stata reintrodotta nel 2026.
Nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, il corteo, l'esibizione dei Musici e Sbandieratori di Pienza e un momento dedicato al ballo del Trescone precederanno la sfida del Gioco del Cacio al Fuso. La giornata si concluderà dalle 21.30 con il Ballo in Piazza.
Di origine contadina, il Gioco del Cacio al Fuso è passato nel tempo dalle aie della Val d'Orcia al mattonato di Piazza Pio II. I concorrenti, inginocchiati su un tappeto, fanno rotolare una forma di pecorino verso un fuso di legno collocato al centro di un anello. Il fuso svolge una funzione analoga a quella del pallino nelle bocce: attorno vengono tracciati cerchi ai quali corrispondono punteggi differenti in base al punto in cui si ferma la forma.
Precisione e tecnica caratterizzano una pratica profondamente legata all'identità rurale di Pienza. Il gioco è incluso nel Tocatì - Festival Internazionale dei Giochi in Strada, iscritto nel 2022 nel Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell'UNESCO. Nel 2026, inoltre, la Regione Toscana ha selezionato la Festa del Cacio come progetto per la salvaguardia e valorizzazione dell'identità e delle tradizioni della Toscana, attraverso un bando vinto dalla Pro Loco di Pienza.
«Questa è la festa per eccellenza di Pienza», dichiara Roberta Rondini, presidente della Pro Loco, ente organizzatore della manifestazione fin dalla prima edizione, 64 anni fa. Rondini sottolinea come la Festa sia cresciuta nel tempo mantenendo intatto il rapporto con il territorio e riuscendo a coinvolgere persone di tutte le età.
La presidente richiama in particolare il ruolo dei bambini, futuri custodi della tradizione, quello dei giovani impegnati a trasmettere loro le pratiche degli sbandieratori e dei musici e il contributo degli adulti, dei commercianti, delle aziende locali e dei contradaioli. Una partecipazione collettiva che, secondo Rondini, permette ai diversi contributi individuali di convergere in una festa partecipata e autentica.








































