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PIANELLA, UNA MAMMA PROTESTA: "MIA FIGLIA ESCLUSA DAL DOPOSCUOLA PER LA 104"

News inserita il - Cronaca Siena

La bambina frequenta la prima elementare. La madre: «Non chiedo un trattamento particolare, voglio soltanto che venga valutata per quella che è realmente»

PIANELLA, UNA MAMMA PROTESTA: "MIA FIGLIA ESCLUSA DAL DOPOSCUOLA PER LA 104"

Una madre chiede chiarimenti sull’esclusione della figlia dal doposcuola di Pianella dopo che è emersa la certificazione ai sensi della Legge 104/1992. La bambina frequenta la prima elementare e, secondo quanto raccontato dalla madre, necessita principalmente di supporto nello svolgimento dei compiti. Dopo essersi rivolta anche al Comune di Castelnuovo Berardenga, la donna ha deciso di raccontare quanto accaduto attraverso una lettera inviata alla nostra redazione.

La lettera della mamma

"Gentile Redazione,

vi scrivo per sottoporre alla vostra attenzione una vicenda che riguarda mia figlia T. A., bambina che frequenta la classe 1A della scuola primaria di Pianella e che è in possesso di certificazione ai sensi della Legge 104/1992.

T. non presenta problemi comportamentali né particolari difficoltà nella vita quotidiana. La sua principale necessità riguarda il supporto nello svolgimento dei compiti, per il quale a scuola usufruisce dell’insegnante di sostegno.

Ho chiesto che T. potesse frequentare il doposcuola di Pianella, un servizio particolarmente importante per la nostra famiglia anche per motivi lavorativi e organizzativi.

Nel momento in cui è emersa la certificazione di mia figlia, mi è stato comunicato dall’operatrice che il servizio, negli anni, non aveva mai accolto bambini con difficoltà di apprendimento e che non sarebbe stato «né preparato né strutturato» per gestire situazioni nelle quali potrebbero essere necessarie competenze più specifiche.

Mi è stato inoltre contestato di non aver comunicato inizialmente la certificazione, arrivando a definire il mio comportamento «scorretto».

Ho quindi chiesto chiarimenti al Comune di Castelnuovo Berardenga, anche perché il Comune mette a disposizione l’immobile nel quale si svolge il servizio ed eroga un contributo economico a sostegno dell’attività.

Il Comune mi ha risposto precisando che il servizio è gestito direttamente dall’ARCI Pianella e che i criteri di iscrizione spettano all’associazione. Nella stessa risposta, tuttavia, il Comune conferma il proprio sostegno al servizio, spiegando che viene fornito per aiutare le famiglie in assenza del tempo pieno.

A questo punto mi chiedo: può una bambina essere esclusa da un servizio rivolto alle famiglie perché l’associazione ritiene di non avere le competenze necessarie, senza che venga valutata concretamente la sua situazione e le sue effettive necessità?

Tengo a precisare che non sto chiedendo un trattamento particolare per mia figlia. Sto chiedendo semplicemente che venga valutata per quella che è realmente e non sulla base della sola presenza di una certificazione.

La situazione mi ha portato anche a valutare il trasferimento in un’altra scuola, perché non voglio che mia figlia venga percepita come un problema o come una bambina da gestire diversamente dagli altri soltanto a causa della sua certificazione.

Mi è stata inoltre prospettata, per vie brevi, la possibilità di coinvolgere i servizi sociali, proposta che non ritengo pertinente rispetto alla situazione di mia figlia."

 

 

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