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PIANCASTAGNAIO, VAGAGGINI: “LA PROVINCIA STA DIVENTANDO UN ENTE DANNOSO”

News inserita il 18-10-2015


Il sindaco del comune amiatino risponde a Fabrizio Nepi.

All’indomani della replica di Fabrizio Nepi, Presidente della Provincia di Siena, relativa alla richiesta di dimissioni da parte del Consiglio Comunale di Piancastagnaio, il Sindaco del comune Amiatino, Luigi Vagaggini, risponde al Presidente, confermando la posizione e le motivazioni della scelta del suo Consiglio Comunale.

Rispondendo alle dichiarazioni del Presidente Nepi, vorrei dire che gli atti del Sindaco Vagaggini non sono assolutamente ingiustificati, ma, confermati, proprio dalle parole del Presidente Nepi, il quale parla di un“Ente debole” (la Provincia appunto) e di un “annus horribilis”. Tutti hanno avuto un “annus horribilis”, ma ognuno di noi amministratori pubblici, deve essere in grado di fare la propria parte, come stiamo cercando di fare qui a Piancastagnaio. Contesto inoltre l’affermazione al Presidente quando fa riferimento alla mia persona “di essere attaccato su altre vicende locali”; il comune da me e dalla mia giunta amministrato, ha raggiunto e sta raggiungendo gli obiettivi indicati nel programma. Contesto, inoltre, il riferimento di Nepi alla mia assenza durante gli incontri relativi alla questione del ponte sulla Cassia. Ero presente, circa un anno fa, alla riunione più importante tenuta sul problema del ponte a Castiglion d’Orcia, quando il Sindaco Galletti era Presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Val d’Orcia. In quel contesto, ho chiesto con forza, direttamente a Nepi e dinanzi a tutti i Sindaci del comprensorio, ai tecnici ed agli operatori di zona, che venisse nominato un Commissario “ad acta”, regionale o governativo, come previsto dall’ordinamento giuridico, visto che si trattava di un’emergenza e quindi di un caso con rifermenti alla protezione civile. 

Alle altre riunioni il Comune di Piancastagnaio era validamente e responsabilmente presente, in mia vece, con il proprio vice Sindaco Enio Rossi,figura di assoluta qualità professionale, di equilibrio e rispetto istituzionale.

La realtà è che, ad oggi, il ponte sulla Cassia, è chiuso; in più di un anno non siamo riusciti, non solo a sistemare il ponte esistente, ma nemmeno a predisporne uno di tipo provvisorio (tipo bailey), in un punto strategico per il collegamento di persone  e merci, in un’area ricca di turismo e dove risiedono imprese che operano anche a livello internazionale, o dove imprese aumentano quotidianamente il loro stato di difficoltà, vista la maggiorazione dei costi e dei tempi di trasporto. Imprese e popolazioni che hanno subìto, anche dalle istituzioni, l’ennesimo  colpo alle proprie attività ed economie, con conseguenze anche sull’ambiente e sulla vivibilità dei nostri centri. Per EXPO 2015, ad esempio, un Commissario “ad acta”, ha permesso la realizzazione dei lavori in pochi mesi (circa due anni): noi non siamo stati in grado di realizzare nemmeno la provvisorietà di un ponte e siamo, ad oggi, ancora a parlare di progetti e di teorie.

E’ evidente che c’è stato da parte delle istituzioni un fallimento incontestabile, dove tutte le riunioni non hanno concretamente, ad oggi, risolto minimante la sistemazione della viabilità ed il forte disagio esistente.

Esiste una lettera della Regione Toscana, mandata al Sindaco di Abbadia San Salvatore in data 6 ottobre 2015, (vedi testo nell’immagine), a me pervenuta (forse per caso?), visto che anche altri sindaci non ne han parlato, in cui la Regione Toscana scrive esplicitamente:“…Situazioni non verificatasi nel caso di interesse in quanto l’intervento non è stato a suo tempo ricompreso, dalla Provincia di Siena, in nessuna richiesta d’azione nel campo della protezione civile…”. Mi domando: perché gli altri Sindaci non ne han parlato e perché non è stata data risposta dallo stesso Sindaco di Abbadia San Salvatore?
Credo che il Presidente Nepi, debba dunque rispondere non solo alla Regione per le cose non fatte come scritto nella lettera, ma, soprattutto, alla gente, alle popolazioni di tutta l’area interessata. Lo stato di fatto, ribadisco, è che il ponte è concretamente chiuso. Se causa di questo, è la debolezza dell’Ente Provincia, è il caso che il suo Presidente si dimetta, dando un segno di forza verso tutti. Ovviamente, mi riferisco alla figura istituzionale e non “all’uomo” Fabrizio Nepi.
Ad ogni modo, in relazione alla richiesta delle sue dimissioni, il Presidente dovrebbe rispondere al Consiglio Comunale di Piancastagnaio che le ha richieste e non ad un giornale, visionando gli atti che testimoniano come il sottoscritto non cita solamente la lettera a cui facevo prima riferimento (vedi immagine lettera al tondi), ma anche altre situazioni di difficoltà e pericolosità insistenti sul territorio di Piancastagnaio.

Infatti, oltre al ponte sulla Cassia, ho fatto presente alla Provincia della difficile situazione nel territorio da me amministrato, dove più frane insistono da tempo , con un concreto rischio di imminenti movimenti del terreno con sicure conseguenze ambientali e sulla viabilità. Nessuna risposta da parte del Presidente e della sua Amministrazione. Il rischio concreto è che l’Amiata divenga isolata da Sud a Nord con conseguenze gravissime. Ho sollecitata la Provincia in proposito (VEDI ATTI) e, ancor oggi, non ho ricevuta alcuna risposta. L’inverno è ormai alle porte; quale futuro per l’Amiata e con quali pericoli dovremmo continuare a vivere? Tutto questo non è motivo di richiesta di dimissioni?

Una “debole” Presidenza, quando si rende conto di non dare risposte e assolvere fino in fondo le proprie funzioni, ha il dovere di dimettersi, dando così un segnale forte a cittadini ed istituzioni come la stessa Regione Toscana. Il mio non è un riferimento personale e neanche politico. La meraviglia di questa mattina, nell’apprendere sulla stampa cartacea e web il comunicato di Nepi, è come si siano premurati i siti del Partito Democratico di Piancastagnaio ed Abbadia San Salvatore, di diffondere le dichiarazioni del Presidente Nepi, senza visionare, anche loro gli atti, del Consiglio Comunale di giovedì 15 ottobre, dove c’è testimonianza delle libere volontà dei presenti attraverso una votazione e dei documenti trasmessi da questa amministrazione alla Provincia. Ricordo che durante l’assemblea consiliare, ho parlato anche della situazione della struttura ricettiva della Riserva naturale del Pigelleto, da circa tre anni chiusa, che dava lavoro a diverse famiglie di Piancastagnaio e che era punto di riferimento importante per il turismo ambientale sull’Amiata. Ed anche questo, non è motivo di inefficienza?

Ripeto, la mia non è una questione politica, né tantomeno personale verso il Presidente Nepi. Alla mia età ed alla conseguente esperienza, mi considero un uomo libero e credo di permettermi di non farmi condizionare da alcun partito, di sinistra, di destra o di centro che sia; di conseguenza, mi comporto mettendo al centro della mia attività amministrativa e di governo, il bene della gente, secondo ideali di democraticità e rispetto sociale condivisi.
A rafforzare questi miei ideali, voglio dare atto a tutti i Consiglieri, che nella richiesta di dimissioni del Presidente Nepi, la scelta è stata fatta su dati di fatto. Nessuno ha posto il simbolo del proprio partito sulla questione del ponte o delle frane. I consiglieri hanno compreso che siamo arrivati ad un punto “terminale; hanno compreso che, proprio come dice il Presidente, abbiamo una Provincia “debole” e da qui la richiesta delle sue dimissioni.

Le Provincie, se prima considerate inutile dallo stesso Premier Matteo Renzi, stanno divenendo enti dannosi per la comunità. Se l’inutilità poteva essere in qualche maniera amministrata, la “non scelta”, come nel caso di quella di Siena, diviene un danno per la gente e gli amministratori locali. Questa consapevolezza la deve avere anche chi la amministra, a partire dal suo rappresentante principale che ha il dovere di fare un passo indietro.

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