PESTE SUINA AFRICANA: LA PROVINCIA DI SIENA RAFFORZA LA PREVENZIONE SUL TERRITORIO

News inserita il 12-08-2026 - Attualità Siena

Vertice tra Comuni, Regione, ASL, Polizia Provinciale, ATC e mondo venatorio per coordinare prevenzione, depopolamento e gestione della filiera

Siena, 12 agosto 2026 – Rafforzare la prevenzione, coordinare gli interventi tra gli enti e consolidare la filiera della carne di selvaggina. Sono questi gli obiettivi al centro dell'incontro operativo promosso dalla Provincia di Siena sulla Peste Suina Africana (PSA).

La riunione, richiesta dalla presidente della Provincia Agnese Carletti e ospitata nella Sala del Consiglio del Palazzo del Governo, ha riunito il Commissario straordinario regionale per la PSA Giorgio Briganti, i tecnici della Regione Toscana, i sindaci del territorio senese, Anci Toscana, la Polizia Provinciale, il Gruppo Operativo Territoriale (GOT) e i rappresentanti degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC).

La Provincia di Siena, secondo quanto riportato nel testo diffuso dall'ente, resta attualmente in “Zona Bianca”, cioè senza focolai attivi. L'obiettivo delle istituzioni locali è comunque mantenere alta l'attenzione e predisporre strumenti di intervento in grado di tutelare il comparto agrozootecnico e affrontare tempestivamente eventuali situazioni di emergenza sanitaria.

«La Peste Suina Africana rappresenta una minaccia concreta per tutto il nostro comparto agrozootecnico ed economico – afferma la presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti –. Siamo ancora in “Zona Bianca” ed è proprio ora che dobbiamo agire con la massima determinazione nella consapevolezza che potremmo non essere immuni dal virus».

Carletti sottolinea quindi la necessità di un coordinamento tra amministrazioni comunali, Asl, mondo venatorio e istituzioni regionali. «Come Provincia abbiamo voluto questo vertice per fare squadra – aggiunge –. Il nostro obiettivo è garantire un coordinamento snello e capillare tra Comuni, ASL, cacciatori e istituzioni regionali».

Per la presidente, la prevenzione deve servire anche a sostenere gli allevatori e a rafforzare la gestione della filiera della selvaggina. Nel suo intervento ha inoltre ringraziato il commissario Briganti, i sindaci, il mondo venatorio e la Polizia Provinciale per l'impegno sul tema.

Il ruolo del Gruppo Operativo Territoriale

La Provincia di Siena opera da oltre due anni attraverso il GOT, tavolo di lavoro permanente dedicato al coordinamento delle attività. La PSA è una malattia virale caratterizzata da elevata resistenza e complessità di gestione.

Nel testo diffuso dalla Provincia vengono riportati 2.924 casi positivi accertati in Italia dal 2024 e 802 cinghiali positivi in Toscana dal 2024 a oggi. Il comunicato indica inoltre un incremento dei casi regionali, riportando il passaggio da 584 positività al 31 luglio 2026 a 624. Questi dati dovranno essere verificati dalla redazione sulla base dell'ultimo aggiornamento epidemiologico disponibile.

Abbattimenti, formazione e tracciabilità

Tra i punti di forza individuati per il territorio senese figura l'attività di depopolamento dei cinghiali. Il comunicato parla di oltre 10.000 capi abbattuti in un anno.

La strategia deve però confrontarsi anche con il ricambio generazionale nel mondo venatorio: le squadre contano circa 3.500 iscritti, con un'età media indicata tra i 67 e i 68 anni. Sul fronte della formazione, sono invece circa 1.000 i bioregolatori abilitati.

Accanto agli interventi sul territorio, resta centrale la gestione della filiera. Gli ATC 3 Siena Nord e 8 Siena Sud dispongono complessivamente di nove centri di raccolta della selvaggina e di un centro di eviscerazione a Buonconvento. L'obiettivo indicato è completare la mappatura e affiancare strutture di eviscerazione adeguate ai diversi punti di raccolta.

La gestione di una stima di oltre 15.000 capi viene inoltre considerata un'opportunità per costruire una filiera in grado di garantire alla carne di cinghiale tracciabilità sanitaria e valore economico e gastronomico.

In caso di eventuali allerte e su richiesta dei Comuni, la Provincia di Siena prevede di assumere un ruolo di coordinamento istituzionale. L'ente provvederà inoltre a individuare un responsabile dedicato ai rapporti con le amministrazioni comunali, con il compito di contribuire all'attuazione del piano preventivo e al coordinamento degli strumenti di ordinanza.

Tra le misure operative individuate rientra la disponibilità di moduli scarrabili refrigerati e di materiali destinati allo stoccaggio e al recupero sicuro delle carcasse.

È prevista inoltre la presenza dei veterinari ufficiali della ASL nelle attività di controllo e campionamento, insieme all'installazione di cartellonistica informativa e di allerta lungo gli accessi ai boschi e nelle eventuali aree a rischio.

Un ulteriore capitolo riguarda la formazione del personale locale incaricato della rimozione, del trasporto e del conferimento in sicurezza delle carcasse rinvenute nei centri abitati o lungo la rete stradale.

La PSA, viene infine ricordato, non è una zoonosi e non è trasmissibile all'uomo. Resta tuttavia necessario informare escursionisti, cacciatori, operatori agricoli e forestali sul rischio di trasmissione passiva del virus: chi accede alle aree boschive o rurali può infatti contribuire alla sua diffusione attraverso il trasporto involontario del virus.

 

 

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