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PERSONE CHE HANNO MENTITO NEL LORO CURRICULUM (E SONO STATE SCOPERTE)

News inserita il 24-08-2022 - Attualità

E' un documento ufficiale a tutti gli effetti: compilarlo con informazioni non vere rappresenta reato di falsità ideologica dal privato in atto pubblico, prevista una pena di 2 anni

Procedere alla scrittura del curriculum vitae non è qualcosa che va sottovalutato. Come molti sanno, il CV rappresenta la carta d’identità del lavoratore, dal punto di vista delle esperienze e della formazione svolte nel corso della propria carriera: per tale motivo, il CV va scritto con la massima precisione e accuratezza nell’inserimento delle informazioni scelte.

Ma c’è un altro motivo da non dimenticare per il quale bisogna scrivere con precisione, e soprattutto con trasparenza e sincerità, il CV. Esso infatti non è un documento informale, ma rappresenta un atto ufficiale a tutti gli effetti. Secondo molteplici sentenze emesse dalla Cassazione, la scrittura di un CV con informazioni non vere rappresenta reato di falsità ideologica dal privato in atto pubblico, e la pena prevista è pari a 2 anni.

Mentire nel CV, dunque, è una delle cose peggiori che possiate fare, e qui di seguito vi illustriamo alcuni esempi di persone che hanno mentito nel proprio curriculum e che sono state scoperte. Per motivi di privacy utilizzeremo nomi inventati.

Hai bisogno di consigli per il tuo cv per evitare di incappare in spiacevoli problemi legati alle informazioni menzionate? Ecco qui una serie di testimonianze che ti aiuteranno a identificare e a evitare delle zone d’ombra nella fase di creazione del tuo cv.

Enrico, 32 anni – ha mentito riguardo la propria formazione

Enrico, 32 anni, nel 2018 dopo aver perso il lavoro si è messo alla ricerca di una nuova occupazione. Ha provveduto quindi alla riscrittura del proprio CV, inserendo ovviamente tutte le informazioni pertinenti, ma commettendo un grave errore: probabilmente in preda alla fretta di dover trovare una nuova occupazione, ha mentito sulla propria formazione, inserendo una laurea in realtà mai conseguita.

Il datore di lavoro, in fase di colloquio, ha richiesto ad Enrico di presentare l’attestato di laurea, un qualcosa che ovviamente il candidato non ha potuto presentare. Dopo ulteriori sollecitazioni da parte del datore di lavoro, Enrico è stato costretto a rinunciare alla candidatura, ammettendo la bugia. Oltre ad aver perso ovviamente l’opportunità, il candidato ha anche perso qualsiasi possibilità di ricontattare quell’azienda, dato che per i datori di lavoro sarà impossibile fidarsi nuovamente di lui.

Francesco, 25 anni – ha mentito inserendo esperienze di lavoro mai svolte

Francesco, 25 anni, nel 2017 si è candidato come social media manager presso un’azienda nella sua provincia. Ha commesso l’errore di inserire nel CV esperienze di lavoro precedentemente svolte proprio in ambito social media, per rendere il curriculum più corposo e interessante.

Il datore di lavoro, tuttavia, ha svolto un rapido controllo attraverso le proprie piattaforme social, alla ricerca dei progetti dichiarati come svolti da Francesco, scoprendo che in realtà non era stato compiuto nulla di tutto ciò che aveva dichiarato nel CV. L’azienda non ha provveduto a denunciare il candidato, preferendo piuttosto mettere in guardia altre aziende satelliti: la sua candidatura verrà così eventualmente respinta anche da altre aziende nel territorio di riferimento.

Simone, 27 anni – ha mentito sulle proprie competenze linguistiche

L’ultimo caso che riportiamo è Simone, di 27 anni, che nel 2019 si è candidato per una posizione lavorativa come customer care in una società di trasporti. È riuscito a superare il colloquio – probabilmente a causa di un recruiter poco accorto in fase di intervista – e ad iniziare il periodo di prova. I nodi, tuttavia, vengono sempre al pettine: nel giro di pochi giorni ci si è resi conto che Simone non era affatto in possesso delle competenze linguistiche descritte nel CV.

Simone ovviamente è stato licenziato, ed essendo il datore di lavoro un privato, ha potuto far richiesta dei danni causati all’azienda, negando peraltro qualsiasi compenso che gli sarebbe spettato per quei giorni di lavoro.

Creare un CV solido e veritiero: ecco come fare

I tre casi appena illustrati dimostrano come un CV contenente informazioni false sia in realtà un’arma a doppio taglio. Non solo preclude la possibilità di candidarsi nuovamente in futuro per una stessa azienda, ma può portare ad altre conseguenze spiacevoli, come ad esempio la richiesta di danni da parte dell’azienda stessa.

Non mentire sul CV, quindi, rappresenta sempre la scelta più saggia. Per creare un CV solido e veritiero, cominciate facendo una lista delle vostre esperienze pregresse e della vostra carriera scolastica o universitaria, cercando di essere il più possibile precisi. Descrivete soltanto le attività lavorative o formative di cui avete buona memoria, e per cui potete spiegarvi nel dettaglio: qualsiasi altra attività rischiereste di descriverla con esagerazioni e con storture che potrebbero venire interpretate come bugie. In ogni caso, potrete leggere maggiori consigli per il vostro CV, se vorrete realizzarlo con il massimo della precisione.

Attenzione ai buchi di tempo

Un altro aspetto cui dovrete prestare attenzione sono i buchi di tempo. Non è raro che una persona resti senza lavoro, o senza attività formativa o altro, per alcuni mesi o addirittura anni. In questi casi, non cadete in tentazione di “tappare i buchi” descrivendo attività inesistenti, o peggio ancora attività irrilevanti ma descritte con toni di esagerazione.

Piuttosto, siate sinceri e spiegate il motivo di ogni buco temporale, illustrando il perché siete rimasti senza lavoro, se avete cercato un’occupazione senza aver fortuna, e così via.

 

 

 

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