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PALIO RINVIATO...PATHOS RAFFREDDATO MA SOLO PER POCHE ORE

News inserita il 16-08-2015 - Palio

 
Bandiera verde a Palazzo pubblico, si attende il miglioramento delle condizioni del tufo.


Il Palio ha dei tempi precisi che sembrano studiati da un grande regista da Oscar che sa come raggiungere il giusto pathos.
La stessa cosa, se ci pensate, avviene per il Corte Storico che sgorga  solenne dalla bocca del Casato  e che si sviluppa sempre più caldo e fremente fra il rullare dei tamburi e il rincorrersi degli squilli delle chiarine e i rintocchi del Campanone fino allo scoppio del mortaretto che decreta l'uscita dal Cortile del Podestà di cavalli e fantini.
Ma torniamo ai tempi, alle fatidiche 92 ore. La presentazione dei cavalli all'entrone e il dipanarsi delle batterie della tratta, comunque interessanti. E e poi l'attesa per le scelte del capitani, a volte lunga e snervante. Cresce forte l'emozione con l'assegnazione dei barberi alle Contrade, che ci tiene tutti con il fiato sospeso.
I dieci popoli accompagnano i loro cavalli nei rioni, fra canti, commenti, cabale, mentre le speranze salgono o scendono a seconda del cavallo che la sorte ha loro assegnato.
Inizia subito dopo quello che un tempo veniva definito il valzer dei fantini e che, ai nostri giorni, nell'era del telefonino, si conclude al massimo in un paio d'ore.
Ma c'è subito la prima prova a far alzare la temperatura. Tutti dietro al barbero e al fantino e poi un festoso cenino nel rione. E siamo già alla prova della mattina...e così fino alla prova generale che sembra, per un attimo, fermare il timing della Festa, con i dieci popoli che si raccolgono nelle grandiose cene propiziatorie che per qualche ora sembrano, in qualche modo, allentare la tensione.
Ma ci pensa la “provaccia” a riportarci con il cuore e il cervello sul Campo. Poi la segnatura dei fantini che conserva comunque un suo fascino e siamo già al rito della benedizione del cavallo nella Chiesa della Contrada. E qui ognuno di noi vive, a suo modo, la particolare intensità dei sentimenti che ti legano indissolubilmente alla Contrada e alla Festa della Tua città.
La sbandierata...e la comparsa che sfila per le strade della città per poi giungere al Duomo, ritirarsi nel cortile della Prefettura da dove parte il Corteo che sfilerà poi sul Campo.
Il regista che ha calcolato i tempi per portarti al pathos, sa che il Corteo, le chiarine, il rintocchi bronzei di Sunto faranno il resto. Fino all'incredibile silenzio che “scuote” la gente che affolla la Piazza negli istanti che precedono l'uscita dei “campioni”. Oramai sei travolto dal coacervo di sentimenti che a stento sai riconoscere e controllare.
Scende la busta dal palco dei Capitani, il mossiere chiama la prima Contrada al Canape....ma qui il compito del regista è finito. Resta il battito del cuore e una strana ansia che ti toglie il fiato.
E' chiaro che il Palio rinviato spezza “drammaticamente” i tempi e raffredda il pathos.
E allora? Allora, niente. La febbre si è solo abbassata e un altro cenino una nuova notte di attesa intorno alla stalla e la preparazione per il Corteo Storico la rialzano bruscamente. Quando sventolerà la bandiera bianca e il mortaretto segnerà l'uscita dei barberi sarà come se il filo dei sentimenti non fosse mai stato interrotto e sarà comunque.PALIO.

Roberto Morrocchi

 

 

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