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PALIO NOTES: CAVALLI ESCLUSI, MOSSIERE E CONTRADE RIVALI

News inserita il 18-08-2019 - Palio

Questa carriera di mezzo agosto impone almeno tre motivi di riflessione seria.

La prima riguarda il lavoro delicato ed importante della equipe veterinaria scelta dal Comune. Mi sono chiesto il 13 mattina e ancora mi chiedo come sia stato possibile valutare sani quattro giorni prima della tratta i dodici- dico dodici – cavalli tolti dal mazzo dei 35 concorrenti ad un posto fra i dieci al canape, dopo le prove di selezione, proprio da quella equipe che li aveva patentati come sani, abili e arruolati.

C'è qualcosa che non quadra nel comportamento e nelle decisioni assunte dai veterinari e vista la delicatezza del compito da loro svolto chiedo all'Avvocato Sindaco di fare chiarezza su questo controverso episodio. Perchè i casi sono due, o hanno sbagliato alla grossa nel definirli abili, o hanno commesso qualche errore nel definirli poi “ non arruolabili”. A meno che in dodici si siano fatti male disputando le batterie o una gigantesca zanzara tigre li abbia punti e infettati nel cortile del Podestà. Ma non c'è tanto da scherzare e la Piazza vorrebbe- lo immagino – saperne di più visto il ruolo che questi professionisti ricoprono e fatta comunque salva la loro buona fede.

La seconda riflessione investe i compiti il ruolo e i limiti del mossiere. Mi pare inaccettabile che un gentiluomo come Bartolo Ambrosione confessi ai microfoni delle televisione locali che, vista la situazione che si era creata e la confusione imperante fra i canapi, abbia preso per buona la prima mossa che le è capitata fra le mani. Atteggiamento questo pericolosissimo. Lo so bene che i tempi si stavano allungando e che l'Oca dal nono posto andava costantemente a braccare la Torre, ma non si può prendere per buona una mossa che sarebbe stata da rigettare visti i cambi di posto, una rincorsa immatura e due barberi completamente o quasi rigirati.

Il mossiere non è tutelato da un regolamento che non gli da – forse giustamente – poteri sanzionatori immediati. E allora ci deve pensare l'autorità comunale nel bollare quei fantini che non rispondono a cento e un richiamo e che fanno comunque orecchie da mercanti.

Ma il mossiere che si chiamo Bartolo o Giacomo ha il dovere di non guardare l'orologio e buttare giù i canapi per salvaguardare i barberi, ma facendo scoppiare il mortaretto invalidando ciò che di valido ha poco o niente. E vado oltre...se si fa buio e il Telegiornale ha la meglio sulla diretta poco male e se viene la notte e siamo ancora lì, il Palio si può rinviare come a volte è già capitato al giorno seguente. Ah...dimenticavo si può ricorrere anche alla seconda busta dopo aver invalidato una o due mosse e capito che con quell'ordine di entrata fra i canapi non è possibile partire.


La terza riguarda i comportamenti che le Contrade, da tempo acerrime rivali, stanno assumendo fra i canapi per danneggiare e far ingurgitare un purgante alla storica avversaria.

Ci sono stati in questi ultimi anni casi che farebbero dovunque storia, dal fantino che strattona il rivale tanto da farlo montare in groppa sul suo barbero, a quello che si mette per un'ora di traverso fra verrocchio e verrocchino impedendo materialmente l'entrata della rivale fra i canapi e a chi cambia platealmente la posizione scalando o risalendo di diversi posti per cercare di impedire una partenza almeno decente della malcapitata contrada avversa.

E' chiaro il fantino sarà – dovrà – subire una punizione esemplare restando lontano dal Palio per diverse carriere, ma dovrà scattare severa anche quella responsabilità oggettiva della Contrada che il fantino ha ingaggiato. Non ci sono se e ma, a meno non si voglia dire che il fantino agisce da sé per assurde antipatie nei confronti del fantino rivale, senza che la Contrada lo abbia invitato ai comportamenti oggetto di sanzioni e giuste punizioni.

Valutare la responsabilità oggettiva non è cosa impossibile. Basta vedere, capire e...volere bene al Palio. Se poi le Contrade pur di vedere sconfitta la rivale preferiranno rischiare uno o due anni di lontananza dal Campo...affari loro.

Roberto Morrocchi

 

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