Inaugurata a Poggibonsi l’opera dell’artista poggibonsese: un messaggio di dialogo e comunità sostenuto da Comune, Mixed Media e Biblioteca Pieraccini

È stata inaugurata ieri mattina nel giardino di via Giosuè Carducci “Pace”, la nuova opera murale firmata dall’artista poggibonsese Paolo Capezzuoli, in arte Zero-T. Il lavoro, sostenuto dall’amministrazione comunale e realizzato da Mixed Media in collaborazione con la Biblioteca “Gaetano Pieraccini”, restituisce nuova vita a un segno che negli anni si era consumato, riportando nel cuore della città un messaggio semplice e potente.
Durante la presentazione, la sindaca Susanna Cenni ha sottolineato il valore simbolico dell’intervento: «In un luogo di cultura e incontro come questo era importante rinnovare il messaggio di pace attraverso l’arte del nostro concittadino, che ringrazio. Un arricchimento per la città e un percorso che intendiamo proseguire. Grazie a Mixed Media per averci accompagnato in questo progetto».
Sulla stessa linea l’assessora alla Cultura, Elisa Tozzetti, che ha ricordato la volontà di restituire alla comunità un’opera già realizzata da Zero-T in passato e poi deteriorata dal tempo: «Crediamo nell’impegno per la pace e crediamo che la pace, ostinatamente, vada costruita ogni giorno, anche attraverso i linguaggi della cultura e dell’arte».
Matteo Ceccherini, di Mixed Media, ha ripercorso la storia del progetto, ringraziando anche l’ex assessore Nicola Berti per il lavoro avviato negli anni: «Un percorso che è cresciuto e che ha lasciato alla città non solo opere, ma anche una nuova sensibilità verso questo linguaggio artistico».
L’artista Zero-T ha raccontato il significato del nuovo murale, affidato alla forza evocativa delle mani e delle lettere. Mani che si incontrano, si tendono, diventano simbolo di un dialogo possibile; lettere che si trasformano in segni: la P con un asterisco pulsante, la A come un’aureola, la C che accoglie una lacrima, la E che vibra come un’esclamazione. Toni caldi e freddi di grigio si alternano, creando un ritmo visivo che suggerisce un respiro condiviso.
Il risultato è un invito a sostare, a osservare, a riconoscere la delicatezza e la forza di una parola che richiede cura quotidiana. Un murale che diventa promemoria collettivo: la pace inizia da un gesto, da uno sguardo capace di aprirsi all’altro.





































