OK MUSICA: 40 ANNI DI "THE COLOUR OF SPRING" DEI TALK TALK

News inserita il 11-02-2026 - Eventi Siena - Rubrica OK musica

Un album di grande successo per la band guidata dal compianto Mark Hollis

Nel febbraio del 1986 usciva l'LP dei Talk Talk “The colour of spring” che, come un cazzotto nello stomaco, ci colpiva piacevolmente, facendo un salto di livello pauroso rispetto ai precedenti lavori di questa synth-pop band.

La colpa del cantante e mente del gruppo, Mark Hollis, deceduto nel recente 2019, è quella di averci lasciati di sasso con una virata storica.

Potremmo fare lunghe dissertazioni sul carattere dell'artista che si voleva allontanare dal mondo della musica commerciale e gli stili dettati dalle major, ovvero le etichette discografiche pretenziose, come la EMI records, a caccia solo di soldi.

Oggi potremmo scrivergli: ”Vedi caro Mark, ci hai lasciati senza il tuo gruppo leggendario e la tua musica per inseguire l'utopia del non commerciale ma potevi farti furbo mediando fra il business ed i tuoi gusti musicali!”

Di fatto dopo questo album sono seguiti gli impalpabili ed eterei: ”Spirit of eden” e “Laughingh stock”, da lì capimmo che aveva preso una deriva ascensionale difficilmente comprensibile ai più, ma capolavori per altri sensi.

Essendo usciti i Talk Talk dalla scena del commercio, si vedrà poi il leader del gruppo partecipare a progetti e collaborazioni e scritture di vario genere.

Resta questo capolavoro del 1986 che vede l'abbandono totale dell'elettronica in favore di soli strumenti reali.

Stante il fatto che l'album non ha brani deboli, segnaliamo comunque: “Happines is easy”, “I don't bilieve in you”, “Life is what you make it“, “Living in another world”.

Questo album godetevelo fino in fondo sulle vostre piattaforme preferite, coscienti che il grande Mark potesse campare di rendita con i soli diritti d'autore della leggendaria “Such a Shame” del 1984, strasuonata e straballata in tutte le radio e discoteche del mondo anche oggi!

Una grande perdita, la scomparsa dell'artista, ma 5 album come eredità possono bastare.

Simone Benvenuti

 

 

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