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NAPOLI E JUVENTUS, IL PALIO DELLA SERIE A

News inserita il 24-01-2018

Queste due compagini sono infatti le principali candidate alla vittoria finale in serie A

Da che mondo è mondo, il Palio di Siena è probabilmente una delle manifestazioni storico-culturali più caratteristiche in circolazione. Organizzato da quasi quattro secoli, questo evento così peculiare ebbe origine nel lontano 1633 e ancora oggi è un momento di raccoglimento e sfida per ogni senese che si identifica con la propria contrada. Il calcio in questa città ha vissuto di alti e bassi, con una parentesi gloriosa del Siena Calcio nel primo decennio di questo secolo nella quale la squadra bianconera poteva contare sull'apporto di calciatori come Enrico Chiesa e Tore Andre Flo, ma l’adrenalina dei sentimenti esplode e ruggisce principalmente per il palio.

Se dovessimo cercare una corsa simile dal punto di vista calcistico, possiamo fare un paragone con quella che stanno mettendo a punto il Napoli e la Juventus, ai primi due posti della classifica di Serie A. Queste due compagini sono infatti le principali candidate alla vittoria finale secondo gli esperti che compongono le quote dei bookmaker specializzati nel calcio. Per l'intensità che sta accumulando questo duello importante nell'ottica del campionato, possiamo tranquillamente dire che tra azzurri e bianconeri si giocherà il palio della Serie A, nonostante le ostilità abbiano la loro fine nel mese di maggio.

Per il Napoli l'occasione è unica. Dopo ventotto anni di astinenza, ossia dai tempi di Diego Armado Maradona, la squadra azzurra potrebbe vincere un titolo nazionale, il che sarebbe un'impresa dati i precedenti che vedono la società partenopea vincere questo trofeo soltanto due volte, per di più con pochi anni di distanza l'uni dall'altro. Ciò che invece sta accadendo adesso, con una squadra virtuosa sebbene non piena di campioni, è quasi unico e rappresenta un'opportunità da non sprecare. La squadra allenata da Maurizio Sarri, che oltre a un'idea di calcio sempre propositivo ha puntato molto sul consolidamento della difesa, nell'ultimo anno solare è stata la migliore in Italia per rendimento e per gioco espresso. Alla base del concetto calcistico del tecnico toscano proveniente dall'Empoli c'è innanzitutto il palleggio e il possesso della palla, attraverso il quale il Napoli prova sempre a dominare la partita e riesce a farlo anche contro delle grandissime squadre europee, come ad esempio il Manchester City allenato da Pep Guardiola. Durante la partita di Champions in casa contro gli inglesi, gli azzurri sono stati sì sconfitti ma hanno dimostrato di saper mettere alle corde anche un peso massimo sul ring del San Paolo.

Partendo da un portiere solido ed esperto come lo spagnolo Pepe Reina, che oltre ad essere importante per la sua reattività tra i pali ed essere un leader dello spogliatoio, ha dalla sua un ottimo gioco con i piedi, una rarità per un portiere, anche se oggigiorno è quasi un requisito minimo per giocare ad alti livelli. Con Reina come primo playmaker, il gioco di Sarri si sposta poi sui piedi di Raul Albiol o Kalidou Koulibaly, due centrali difensivi di categoria e forti fisicamente. In seguito, a dare le geometrie e dettare i tempi c'è Jorginho, il regista italo brasiliano che con Sarri ha trovato la sua consacrazione venendo esaltato in un centrocampo a tre nel quale è il perno assoluto e può dedicarsi quasi esclusivamente alle verticalizzazioni. Ai suoi fianchi agiscono l'instancabile Allan, cursore brasiliano che corre chilometri e recupera un pallone dopo l'altro, ma che non difetta di una buona tecnica di base, e Marek Hamsik, capitano e centrocampista con vocazione offensiva che dopo un inizio di stagione stentato pare si stia riprendendo dal punto di vista realizzativo. Non a caso lo slovacco ha da poco superato Diego Armando Maradona nella classifica dei marcatori della storia del Napoli, traguardo certamente non indifferente.

In avanti il tecnico azzurro punta tutto sull'estro dei suoi tre titolarissimi. Da sinistra parte Lorenzo Insigne, dalla creatività spiccata e arrivato adesso a una maturità assoluta che lo rende, secondo molti esperti e a buon diritto, il miglior calciatore italiano in circolazione. Capace di ideare giocate offensive azzardate, il talento napoletano, anche vice capitano, è un uomo-assist con i fiocchi dotato dell'intuito e del tempismo per trovare spesso l'acuto decisivo per mettere a segno goal pesanti. Dall'altra sponda gioca José María Callejón, che copre la fascia destra nella sua interezza, sapendosi inserire negli spazi al momento giusto, favorendo così anche i movimenti di Dries Mertens, che da poco più di un anno si è riciclato nel ruolo di centravanti con risultati fantastici, come dimostra il suo secondo posto nella classifica dei marcatori l'anno scorso.

Per quanto riguarda la Juventus, invece, non esiste uno schema classico e intoccabile come il 4-3-3 napoletano. Il tecnico Massimiliano Allegri è non solo abilissimo a leggere le partite ma sa anche far giocare i suoi uomini in diversi moduli, partendo da un presupposto come la difesa a tre che deve essere sempre applicato alla perfezione. Con la sicurezza di un Gianluigi Buffon in porta, Allegri sa di poter contare su un'ottima saracinesca difensiva, per di più coadiuvato da due difensori granitici e solidi come Giorgio Chiellini e Andrea Barzagli, che seppur avanti con gli anni risultano essere sempre un osso duro per i loro avversari. La crescita di Mehdi Benatia al centro della difesa ha fatto recuperare ai bianconeri sicurezza nel pacchetto arretrato, come ben visto anche in gare difficili come quella contro la Roma a Torino. 

In mezzo al campo il tecnico toscano ha l'imbarazzo della scelta e può permettersi il lusso di scegliere chi schierare a seconda degli avversari e delle partite che deve interpretare. Con a disposizione un mediano capace di fare da frangiflutti e anche di proporsi in attacco come Sami Khedira e di un regista talentuoso come Miralem Pjanic, Allegri ha trovato il giusto mix per far funzionare la sua linea mediana, allargando sugli esterni due elementi rapidi come Alex Sandro e Cuadrado, che sono sicuramente più propensi ad attaccare ma che hanno imparato anche a coprire bene le loro zone di campo, prodigandosi anche in fase difensiva. Se poi in panchina, pronti a subentrare, ci sono due elementi esperti come Blaise Matuidi e Claudio Marchisio, allora si capisce perché la Juve è un habitué delle zone alte delle classifiche. 

Per quanto riguarda l'attacco, Allegri può contare su varie soluzioni e soprattutto non fa sentire nessuno sicurissimo del posto. Neanche un centravanti come Gonzalo Higuain, uomo record per goal in una stagione di Serie A, è scampato alla punizione della panchina in momenti difficili, così come il talentuoso numero 10 Paulo Dybala, che in un periodo poco florido di gioco è stato messo in disparte per poi riprendersi il posto da titolare. Sugli esterni la grinta di Mario Mandzukic, capace di giocare anche da centravanti, e la velocità di Douglas Costa, rendono l'attacco bianconero completo e adatto a vincere il settimo Scudetto consecutivo, con Federico Bernardeschi come alternativa di lusso.

Se da un lato il Napoli può contare sulla bellezza del suo gioco armonioso, la Juve punta invece sul cinismo e sulla mentalità vincente che la contraddistingue, oltre ovviamente a una rosa più ampia e competitiva. Il palio della Serie A entra nella sua fase più incandescente, con nessuna delle due squadre pronta a cedere niente. Lo spettacolo sarà, come sempre, imperdibile.

 

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