In vista del Consiglio comunale del 2 settembre, il Partito Democratico indica le priorità: occupazione, funzioni direzionali, credito, indotto e tutela dell'unitarietà della banca.

Il Partito Democratico di Siena chiede che il Consiglio comunale straordinario del 2 settembre rappresenti il momento in cui la città definisce con chiarezza le proprie condizioni sul futuro di Monte dei Paschi di Siena, indipendentemente dall'esito delle operazioni e dagli assetti proprietari attualmente in campo.
La posizione, approvata dalla Direzione cittadina del PD il 31 agosto, indica come priorità la salvaguardia dell'integrità e del ruolo economico della banca, dei livelli occupazionali e dell'indotto, insieme alla permanenza a Siena di funzioni direzionali effettive e strategiche. Tra gli obiettivi vengono indicati anche la tutela dell'accesso al credito per famiglie e imprese e il mantenimento del legame con il territorio.
Secondo il PD senese, la difesa di MPS non può quindi limitarsi alla conservazione di un simbolo o di una presenza formale in città, ma deve riguardare posti di lavoro, funzioni, credito, capacità decisionale e una componente rilevante dell'economia locale.
Il partito richiama inoltre la vicenda del risanamento della banca, sostenendo che gli interventi pubblici decisivi siano precedenti all'attuale Governo e si siano susseguiti dal 2012 al 2022, consentendo a MPS di avviare il proprio risanamento e portando lo Stato a detenere oltre il 60% del capitale. Il PD sottolinea quindi come l'attuale Governo abbia progressivamente ridotto la partecipazione pubblica a poco più del 4%, senza accompagnare, a giudizio del partito, le cessioni con una strategia chiara sul futuro industriale dell'istituto, sulle sue funzioni, sull'occupazione e sul rapporto con Siena.
In un quadro che vede le operazioni riguardanti Banco BPM, Banca Generali e Intesa Sanpaolo, per il PD il futuro assetto di Monte dei Paschi rimane aperto. Il partito precisa che non spetta alla politica stabilire chi debba prevalere nel cosiddetto risiko bancario, mentre considera compito delle istituzioni individuare gli interessi da tutelare in qualsiasi scenario.
Il PD giudica positivamente, nell'obiettivo, le dichiarazioni della Presidente del Consiglio contro uno smembramento di MPS, osservando però che arrivano dopo la cessione di gran parte della capacità di indirizzo dello Stato. Anche l'incontro del 25 agosto al Ministero dell'Economia e delle Finanze, secondo il partito, non avrebbe fornito risposte sufficienti sul futuro industriale della banca. Il mantenimento, per il momento, della quota pubblica residua viene considerato un segnale positivo, ma non equivalente a una politica industriale.
Tra le condizioni indicate figurano la presenza a Siena di un vero centro direzionale, dotato di funzioni operative e strategiche, comprese quelle commerciali, del credito e dell'ICT; la salvaguardia dell'occupazione e dell'indotto; la tutela dell'accesso al credito per famiglie e imprese; la difesa del marchio, dell'identità e dell'unitarietà di Monte dei Paschi.
Il PD chiede inoltre che vengano verificati tutti gli strumenti disponibili. In particolare, sollecita il Governo a valutare, attraverso gli organismi preposti, l'eventuale sussistenza dei presupposti per l'esercizio della golden power. Alle autorità competenti viene invece richiesto di approfondire gli aspetti relativi alla concorrenza e agli eventuali conflitti di interesse.
Comune, Provincia e Regione, sottolinea infine il partito, hanno costruito negli ultimi mesi un fronte istituzionale su obiettivi condivisi. Il Consiglio comunale del 2 settembre dovrebbe quindi rappresentare, secondo il PD, il passaggio successivo: formalizzare le condizioni poste da Siena e sostenerle unitariamente nei confronti del Governo, del MEF, delle autorità di vigilanza e di qualsiasi futuro interlocutore industriale.
Gli scenari attualmente sul tavolo, conclude il PD senese, potranno cambiare o non concretizzarsi, mentre la questione del futuro di Monte dei Paschi resterà aperta. Da qui la richiesta che Siena definisca fin da ora le proprie condizioni.









































