Il sindaco di Siena: "Il Monte deve crescere senza perdere forza, autonomia e competitività"

Il futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena è una questione di rilevanza nazionale e la città considera irrinunciabile la salvaguardia dell’integrità dell’istituto. È il messaggio lanciato dal sindaco di Siena Nicoletta Fabio durante l’apertura della seduta straordinaria monotematica del Consiglio comunale, riunito mercoledì 2 settembre nella Sala del Capitano del Popolo del Civico Palazzo.
Al centro della seduta, alla quale hanno partecipato istituzioni locali, parlamentari, consiglieri regionali, organizzazioni sindacali, categorie economiche e rappresentanti dei lavoratori, le iniziative istituzionali per tutelare Banca Monte dei Paschi di Siena e il suo radicamento nella città e nel territorio.
Fabio ha ribadito i punti che Siena considera fondamentali: tutela dei lavoratori e delle professionalità, permanenza in città delle funzioni direzionali, strategiche e operative, salvaguardia del marchio Monte dei Paschi di Siena, radicamento territoriale, autonomia e integrità della banca, oltre alla protezione del patrimonio storico, artistico, archivistico e culturale dell’istituto.
Secondo il sindaco, la partecipazione alla seduta dimostra come il futuro di Mps vada oltre i confini cittadini e regionali. Il Monte, ha sottolineato, rappresenta un patrimonio economico, industriale, professionale e sociale che interessa l’intero Paese.
Fabio ha precisato che le istituzioni non intendono sostituirsi agli azionisti, agli organi societari, al mercato o alle autorità di vigilanza. Allo stesso tempo, ha affermato, non possono restare in silenzio davanti a decisioni destinate ad avere conseguenze sul lavoro, sul credito, sull’economia reale, sui territori e sulla permanenza in Italia dei centri decisionali. Il compito delle istituzioni, ha aggiunto, è tutelare il bene comune.
Nel suo intervento il sindaco ha ripercorso le iniziative avviate da giugno. L’8 giugno aveva affermato che Siena non poteva essere considerata una variabile indipendente; il 10 giugno aveva proposto un tavolo interistituzionale territoriale con Comune, Provincia, Regione, consiglieri regionali e parlamentari. Il percorso comune con la presidente della Provincia Agnese Carletti e il presidente della Regione Eugenio Giani era poi iniziato il 12 giugno.
Il 24 giugno il Consiglio comunale aveva approvato all’unanimità una mozione individuando gli elementi ritenuti irrinunciabili per il futuro di Mps. Fra questi, oltre alla tutela di occupazione, professionalità, autonomia, funzioni e radicamento territoriale, anche un principio ribadito da Fabio durante la seduta: il marchio non può essere separato dal contenuto industriale che ne determina il valore.
Il sindaco ha quindi richiamato i nuovi scenari industriali. Il 21 agosto, ha ricordato, la banca ha formalizzato proprie offerte su Banco Bpm e Banca Generali, delineando un progetto che, se approvato, porterebbe alla nascita di un istituto con 9,8 milioni di clienti, destinato a essere la seconda o terza banca italiana e con una presenza dal Mezzogiorno al Nord del Paese.
Fabio ha chiarito di non voler entrare nel merito dei rapporti di cambio, delle convenienze finanziarie o delle probabilità di successo delle singole operazioni. La questione centrale per le istituzioni senesi, ha spiegato, riguarda ciò che resterà del Monte dei Paschi al termine del processo in corso.
Per il Comune, integrità non significa immobilismo. Una grande banca, ha sottolineato il sindaco, deve poter crescere, competere, aggregarsi e innovare. L’obiettivo è però mantenere insieme gli elementi che costituiscono il valore del Monte: marchio, rete, professionalità, funzioni direzionali, capacità decisionale, rapporti con famiglie e imprese, patrimonio culturale e legame con Siena e con gli altri territori nei quali l’istituto opera.
Separare queste componenti, secondo Fabio, rischierebbe di compromettere il valore ricostruito negli ultimi anni. Anche l’identità della banca, ha aggiunto, non rappresenta soltanto un elemento sentimentale, ma un valore industriale fatto di reputazione, fiducia, conoscenza dei territori, relazioni con la clientela e competenze accumulate.
A Siena, ha ricordato il sindaco, Mps occupa oltre duemila persone e genera un ampio indotto di professionalità, servizi e competenze. La Camera di Commercio ha inoltre avviato la predisposizione di un dossier di valutazione, stimando un impatto sul Pil provinciale pari al 10 per cento di valore aggiunto in caso di perdita delle funzioni direzionali della banca.
Fabio ha però escluso una lettura esclusivamente locale della vicenda. Monte dei Paschi è presente in tutto il Paese, dal Nord al Mezzogiorno, e mantiene una presenza rilevante anche in regioni come Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Per questo, ha ribadito, il futuro della banca interessa concorrenza, imprese, famiglie, credito di prossimità e distribuzione territoriale dei centri decisionali.
Il sindaco ha poi ricordato l’incontro del 25 agosto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al quale aveva partecipato insieme a Eugenio Giani e Agnese Carletti. In quella sede, ha spiegato Fabio, le istituzioni toscane hanno rappresentato le proprie preoccupazioni e ottenuto ascolto sul principio della rilevanza nazionale dell’integrità di Mps.
Sempre secondo quanto riferito dal sindaco, sono arrivate rassicurazioni sul fatto che, almeno in questa fase, la partecipazione pubblica residua detenuta dal Ministero non sarà ceduta. Giorgetti avrebbe inoltre manifestato disponibilità a valutare senza pregiudizi e con imparzialità le diverse proposte presenti sul tavolo.
Sul Golden Power, Fabio ha confermato una posizione prudente: non spetta al Comune stabilire se esistano oggi le condizioni per utilizzarlo, ma le istituzioni senesi chiedono che gli organismi competenti ne verifichino l’applicabilità qualora gli scenari futuri lo rendessero necessario.
Il sindaco ha richiamato anche le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nelle settimane precedenti aveva espresso l’auspicio che Monte dei Paschi non fosse smembrato perdendo nome e identità. Per Fabio, dopo gli anni difficili attraversati dalla banca, i sacrifici dei dipendenti, l’impegno della governance e le risorse impiegate dallo Stato, il risanamento non può trasformarsi nella premessa di uno smembramento.
Siena, ha concluso, non chiede privilegi né di fermare il mercato, ma che ogni soluzione venga valutata anche per la sua capacità di creare valore, mantenere occupazione e competenze, preservare un centro decisionale italiano, garantire concorrenza e conservare il rapporto fra banca, famiglie, imprese e territori.
L’auspicio espresso dal sindaco è che, al termine della fase attuale, Banca Monte dei Paschi di Siena resti integra, forte, autonoma e competitiva, mantenendo il proprio legame con Siena e con i territori e continuando allo stesso tempo a svolgere un ruolo da protagonista nell’economia italiana ed europea.










































